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BRESSAN A FV, MI AUGURO NON ESISTA IL PROBLEMA SALVEZZA

di Riccardo Barlacchi

A Firenze, ma anche in Europa, viene ricordato per quel gol da cineteca segnato in rovesciata contro il Barcellona durante la Champions League nel 1999. Una rete simbolica, riproposta ogni anno sui canali social UEFA, ma molto molto lontano nel tempo. Del resto la Fiorentina di oggi non riesce a segnare neanche applicando i rudimenti del calcio. Mauro Bressan, doppio ex della sfida di lunedì tra Fiorentina e Genoa, ricorda sempre con piacere Firenze, tuttavia oggi, con FirenzeViola.it, ha voluto parlare di ben altro:

Bressan, teme questo andamento della Fiorentina in ottica salvezza?
“Mi auguro che non ci siano di questi problemi. La squadra ha dei valori buoni e dei giocatori forti. Il problema è che quando in giocatori cominciano ad andare male c’è bisogno di una sterzata a livello mentale. Ho commentato la gara contro il Milan domenica. Le due squadre per quanto riguarda gli interpreti, si equivalevano. Solo che nella testa c’era una differenza pazzesca: un gruppo con l’impostazione giusta e una con la fiducia sotto i tacchi. Non mi aspetto che la Fiorentina lotti per la salvezza. Desidero solo che i ragazzi acquistino sicurezza.

Teme per caso che qualcuno abbia già gettato la spugna? 
“Non penso proprio, anche perché dopo nove giornate ci mancherebbe. Credo sia una questione di fiducia. Quando siamo insicuri, noi giocatori ci esponiamo meno, rischiamo il minimo e non tiriamo fuori dal cilindro la giocata che decide il risultato”.

A proposito di giocate, impossibile non pensare alla triste situazione dell’attacco… 
“Certamente, si pensi a Vlahovic. Il serbo è il classico esempio del calciatore che se domenica avesse segnato invece di prendere quel palo a causa della super parata di Donnarumma, si sarebbe esaltato e avrebbe potuto cambiare di netto il proprio stato mentale. È una cosa che ho vissuto anch’io sul campo. Bisogna trovare la scintilla positiva che deve cambiare la stagione, perché la Fiorentina deve puntare a ben altro”.

Cosa è cambiato in questo senso, rispetto ai suoi anni in viola?
“I momenti che ho vissuto a Firenze sono stati spettacolari. Ho giocato la Champions League e vinto la Coppa Italia. In città si respirava un’aria elettrica. I tifosi erano critici, ma avevano soddisfazione. Ora c’è difficoltà nel cambiamento, ma c’è anche un presidente che ha voglia di far bene a differenza dei miei tempi. Manca sempre qualcosa, ma ciò è dovuto anche al percorso di crescita dei singoli”.

Vede in Prandelli la persona giusta per risollevare il gruppo?
“L’ho avuto come mister. È un allenatore che ha delle idee, ma viene in un momento delicato e può fare poco nel breve termine. Ora conta più che siano i giocatori a riprendersi e sta anche a lui, ma bisogna fare in fretta perché sennò saranno dolori…”

Fiorentina e Genoa in questo momento quasi si equivalgono, stando alla classifica. Chi rischia di più?
“Sono un po’ di parte, anche se ho giocato al Genoa. Credo che la rosa della Fiorentina sia superiore. Il Genoa si è sempre salvata all’ultimo, ha continuamente tentato solo di mantenere la categoria cedendo un sacco di giocatori. La Fiorentina ha altri valori tecnici, quindi dico il Grifone”.