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CECCHI GORI A FV, COMMISSO PENSI ALLA SQUADRA PRIMA CHE ALLO STADIO. CHIESA E IACHINI...

di Giulio Falciai

Vittorio Cecchi Gori commenta la situazione della Fiorentina. Tra passato, presente e futuro, l'ex Presidente intercettato da FirenzeViola.it durante il suo soggiorno a Firenze, ha risposto alle domande sui tanti intrecci tra la sua gestione e quella attuale. Comincia spiegando come sta e il motivo della sua visita: "Io sto bene, sono qui per trovare gli amici eterni, come Pieraccioni e Carlo Conti. Poi ho rivisto Giancarlo (Antognoni, ndr), in forma smagliante. Spero che nella Fiorentina siano tutti come lui (ride, ndr)".

La nuova proprietà?
"Come personaggio Commisso è simpatico, questo è indubbio. La sua familiarità riporta un po' alla nostra tradizione. Quando si arriva all'improvviso non è semplice fare risultati, ha trovato una situazione difficile ma il tempo non perdona e noi non dobbiamo andare a rischiare come anno scorso. Basta un infortunio e tutto può diventare pericoloso. Io ascolterei sempre Antognoni, un professionista illuminante anche con me".

Il nuovo stadio?
"Io penserei alla squadra, poi certo: sono cose più attuali di una volta. A Bagno a Ripoli i terreni li avevo comprati anche io, poi il trapasso non si è formalizzato. Però sono contento che recuperino il centro sportivo, così come sono contento che abbiano recuperato Chiesa".

Proprio a proposito di Chiesa, cosa pensa della situazione e che futuro si aspetta?
"Il padre è una persona deliziosa, così come tutta la famiglia. Tutto è cominciato lo scorso anno quando le cose non sono andate bene, Chiesa ha bisogno di altri compagni così che l'attenzione dei difensori non sia tutta su di lui. Una regola del calcio è questa. A me sarebbe piaciuto che la Fiorentina fosse andata a prendere De Paul, ma questa è una mia idea da tifoso".

Chi le piace della rosa attuale?
"C'è Castrovilli che gioca bene, e anche il centravanti slavo si vede che comincia a trovarsi meglio. Si tratta di trovare su mercato dei giocatori che fanno la differenza: altrimenti si rischia di comprare tanti giocatori che costano poco la cui somma fa zero. Io sono per prendere un giocatore, ma buono".

Il ritorno di Iachini?
"Io me lo ricordo da giocatore, era un simbolo in un momento non semplice per la Fiorentina. A me piaceva, come anche Pioli: entrambi fanno parte della famiglia fiorentina. Su Pioli penso che lo scorso anno è stato fatto uno sbaglio perché la squadra andava bene. Per quanto riguarda Iachini, ora serve la grinta che aveva da giocatore".

Un aneddoto su Iachini?
"Ricordo che una volta prima di una partita difficile mi prese da una parte e mi disse: 'Non si preoccupi presidente, che tanto stavolta non passano'. Così fu e si riuscì a vincere".

Un eventuale inserimento di Batistuta nel calcio?
"Fa parte anche lui della famiglia fiorentina, però deve portare qualche giocatore dal sudamerica. Quelli giusti, non quelli sbagliati".