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DATI A FV, DV? Tifo si accontenti. Con Bati...

di Sonia Anichini

In un periodo di alti e bassi in casa viola, con la tensione dovuta alle contestazioni, è bello ritornare col pensiero a chi ha portato, oltre alla grande professionalità e competenza assoluta nel proprio settore, il sorriso e la goliardia all’interno dello spogliatoio della Fiorentina, rimanendo nel cuore dei tifosi gigliati anche per le sue “zingarate”. Credo che tutti abbiano capito il chiaro riferimento a Luciano Dati, mitico massaggiatore viola per ben 10 anni, che Firenzeviola.it ha interpellato in questo capodanno 2019.

Lei è stato speciale per la Fiorentina, ma quando è importante il ruolo del massaggiatore per una squadra?
“E’ molto importante, fondamentale, ma non tutti lo capiscono. Il massaggiatore è il collegamento fra allenatore e giocatori, riceve le confidenze di questi e deve pensare alla loro salute, deve essere un po’ padre e un po’ psicologo. Alcuni allenatori non capiscono la necessità di questo ruolo e ti lasciano in disparte anche se io sono stato fortunato ed ho imparato qualcosa da ognuno di loro. Ricordo che Trapattoni mi voleva vicino a lui in panchina e lo stesso fece Terim. Devo aggiungere però che il mio carattere e la mia personalità mi hanno aiutato molto.”

E’ storia, ormai, la sua amicizia con Batistuta...
“E’ vero, infatti ci sentiamo e vediamo ancora spesso. Quando arrivai a Firenze lui era in Nazionale ma lo avevo già visto una volta in una clinica fiorentina dove Bati era venuto a trovare Simeone che aveva avuto un intervento. Io e il Cholo eravamo al Pisa. Con Gabriel il feeling è stato reciproco perché ci piaceva ridere e scherzare ma anche lavorare sodo. Ho fatto molte gag con lui, mi sono scritto il suo nome in testa, mi sono messo la maglietta con scritto 007 che ha poi generato “la mitraglia”, oltre a quella che indossavo con stampato i suoi gol che aggiornavo di partita in partita. Ci siamo divertiti molto. Ero accanto a lui anche in momenti fondamentali extra calcio come la nascita di due dei suoi figli”

Nella Fiorentina attuale ci sarebbe qualcuno che si potrebbe prestare ai suoi scherzi?
“Purtroppo i tempi sono cambiati e con le persone bisogna starci insieme per conoscersi e capirsi. Questo anno poi non sono ancora andato mai allo stadio anche se seguo le partite in tv e ormai lo faccio solo da tifoso”.

C’è qualche aneddoto, oltre a quelli legati a Bati, che ricorda con emozione?
“Vi racconto di quella volta che ho salvato la vita a Pioli che era caduto malamente dopo uno scontro aereo in una partita contro il Bari nel ‘94. Era svenuto, in arresto cardiaco e siamo subito accorsi io, che feci la respirazione bocca a bocca a Stefano e il dottor Manzuoli che gli praticò il massaggio cardiaco. Insieme siamo riusciti a farlo riprendere ed è stata una grande gioia dopo lo spavento che ci siamo presi.”

Lei è nato e vive in una zona di “strisciati”, come diventa tifoso viola?
“Sono nato a Nocchi nel comune di Camaiore e mi sono innamorato della Viola quando ha vinto il secondo scudetto. Ero un bambino e mi comprai anche la tuta viola. Questa passione mi ha aiutato molto nel fare il mio lavoro con la squadra del mio cuore.”

Visti i suoi famosi travestimenti, come quello da cardinale, si metta le vesti di Babbo Natale e faccia un dono ai Della Valle.
“Questa cosa l’ho fatta più volte a Firenze, soprattutto all’ospedale Meyer per i bambini. Ai DV auguro solo tanta salute, che è la cosa più importante. I tifosi vorrebbero da loro più impegno ma credo che ci si debba accontentare.”

Nel salutarci Luciano Dati ci ricorda che ci aspetta, se avessimo bisogno, nel suo Centro Medico Fisioterapico a Pietrasanta, per curarci e parlare nel frattempo dell’amata Fiorentina.