.

DE ROSA (SKY) A FV, VIOLA, PUOI SOLO CRESCERE. PERCHÉ LIROLA A SINISTRA? SUL MIO VLAKOVIC...

di Andrea Giannattasio

E pur si muove. La classifica della Fiorentina, alla luce del pareggio di ieri contro il Brescia, ha fatto un piccolo passo in avanti in direzione della sospirata quota 40 punti, l'obiettivo minimo per chiudere un'annata che per i viola non è certo stata fino ad oggi esaltante. Per commentare l'1-1 del Franchi, Firenzeviola.it ha contattato il giornalista di SkySport Geri De Rosa, che ha raccontato la sfida di ieri per l'emittente satellitare e ha fatto la sua analisi della partita.

De Rosa, innanzitutto che idea si è fatto della partita di ieri? E' stata in linea con le altre gare giocate tra Serie A e Coppa Italia?
"In realtà qualcosa di nuovo si è visto e mi riferisco in particolare alla crescita che la Fiorentina ha avuto nel secondo tempo. Ad eccezione dei primi 20' di gioco in cui il Brescia mi è sembrato fare di più la partita, i viola alla distanza sono venuti fuori, mostrando una discreta tonicità e un ritmo interessante per essere la prima gara dopo tre mesi di stop. Chiaro, il ritmo per entrambe le squadre non è stato sostenuto però il fatto che Ribery e Castrovilli nella ripresa siano saliti in cattedra fa ben sperare. In situazioni così, quando la forma fisica non ti aiuta, è la tecnica che fa la differenza".

Si aspettava un Ribery già così in palla dopo di fatto sette mesi di inattività?
"No, sono sincero. Il suo è stato un ottimo inizio e bisogna fare i complimenti a Iachini perché ha scelto di impiegarlo da subito e ha varato il 4-3-3 più adatto alle sue caratteristiche. Pensavo che l'allenatore lo avrebbe preservato per gli ultimi 15' finali e invece ne ha giocati addirittura 93'. Sintomo che il francese sta bene".

L'1-1 però è un'occasione persa per la Fiorentina, specie perché davanti aveva l'ultima in classifica...
"A conti fatti sì, le chances dei viola sono state superiori a quelle del Brescia eppure la squadra di Lopez non ha demeritato, va detto. Ha attaccato bene nella prima parte di gara e si è poi difesa bene nel finale. Quello che è mancato alla Fiorentina è una condizione accettabile e soprattutto la lucidità sotto porta. C'erano tante incognite in vista del match di ieri e il risultato finale lo testimonia".

Come valuta la gestione della partita da parte di Beppe Iachini?
"Premetto che a me la regola dei cinque cambi non piace molto perché ho la sensazione che più che aiutare l'allenatore, riesca forse a complicargli i piani. Una scelta poco felice credo sia stata quella di lasciare Caceres a destra quando è entrato Lirola, che a sua volta è andato a sinistra: lì lo spagnolo ha faticato e mi domano perché non sia andato a presidiare la sua classica zona sulla fascia opposta. Non mi è piaciuta nemmeno la prestazione di Dalbert, che è stato disastroso. Resto convinto però che il 4-3-3 sia un modulo giusto per questa Fiorentina".

Che finale di campionato si troverà davanti adesso la Fiorentina?
"E' difficile dirlo, ci sono ancora tante incognite legate a squalifiche ed infortuni. Quello che posso dire è che visto il secondo tempo dei viola ieri, la squadra di Iachini può solo crescere se troverà in breve tempo una buona condizione. Non penso che alla lunga la Fiorentina rientrerà nella lotta per la salvezza: dovrebbe accadere un cataclisma. I giocatori dovranno trovare i giusti stimoli per meritarsi la conferma l'anno prossimo".

Spazio infine al suo diritto di replica. Qualcuno, De Rosa, l'ha accusata di aver storpiato per tutta la partita il cognome di Vlahovic in Vlakovic. Ci vuole dire la sua?
"Certo. Be' se l'h c'è ci sarà un motivo. Vuol dire che va pronunciata e così ho fatto, sicuramente non utilizzando la K. E' lo stesso principio che vale per un cognome come Mihajlovic: l'h si sente e va pronunciata. Anni fa nel Padova c'era un giocatore che si chiamava Vlaovic, senza h, e dunque la pronuncia era molto più facile. Poi, confesso di essere un grande amante della pallacanestro e spesso ho seguito le squadre serbe: sui cognomi ho quasi una passione per come vanno pronunciati. Sono certo che se chiedessimo a Dusan come va letto il suo cognome, sarebbe d'accordo con me..."