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DE SINOPOLI A FV, VOGLIAMO UNA SCOSSA: LA NOSTRA INIZIATIVA NON VALE SOLO PER FIRENZE

di Niccolò Santi

Come vi abbiamo raccontato sulle nostre pagine, quest'oggi Firenze è stata tappezzata di striscioni in sostegno di Rocco Commisso: #NOISTIAMOCONROCCO è l'hashtag simbolico. Il tutto si è originato per via delle voci che si sono rincorse ultimamente sul presunto disamoramento del patron per la società viola, dovuto anche agli ennesimi rallentamenti sul fronte stadio. Tra le varie frange di tifosi che hanno aderito a tale iniziativa c'è l'ATF (Associazione Tifosi Fiorentini), il cui presidente Federico De Sinopoli è intervenuto in esclusiva a FirenzeViola.it per spiegare meglio la situazione.

Cosa vi ha spinto a organizzare questa manifestazione?
"L'intenzione forte di scuotere l'ambiente non solo calcistico ma anche politico: si parla di ministero, soprintendenza... Insomma tutte quelle componenti che detengono il pallino della questione infrastrutturale. Il famoso Decreto Semplificazioni pare dirimente, devono essere inserite le norme giuste che tolgano tutti i vincoli affinché se alla Fiorentina interesserà rifare il Franchi o realizzare uno stadio ex novo lo possa fare".

Tutto ciò è volto a rappresentare solo i tifosi di calcio?
"No, l'idea è quella di lanciare un messaggio univoco con i cittadini comuni, così che chi pensa di parlare a nome loro sappia che hanno preso la nostra stessa linea: bisogna poter sfruttare bene i soldi che abbiamo. E non hanno aderito solo i residenti a Firenze".

Da chi altro avete ricevuto striscioni?
"Ne sono arrivati da tutta Italia e pure da fuori, come Cina, Ungheria, Inghilterra, Belgio, Malta. Queste logiche non devono valere soltanto per noi, la comunità in generale chiede a chi di dovere di prendersi le proprie responsabilità".

Come le sono parse le recenti dichiarazioni dell'onorevole Di Giorgi?
"Sembra che segua più un filo ideologico. Parla di mantenere l'arte, preservare l'architettura... Ma questo non c'entra niente, perché dentro a uno stadio bisogna giocarci. Non si tratta di una chiesa, che nasce con un valore artistico: lo stadio è un luogo di utilità. Altrimenti è preferibile cominciare a farli brutti, se serve a evitare tutti questi vincoli. Il Franchi è come una bella donna che però ora ha 90 anni e non è più quella di prima...".

Sembra che la tifoseria preferisca l'ipotesi Campi Bisenzio. Che ne pensa?
"Al momento non ha importanza il luogo. C'è massimo rispetto per le idee di chi ha intenzione di investire".

I luoghi scelti per gli striscioni sono gli stessi che sancirono la separazione coi Della Valle...
"Certo. Le lenzuolate furono utilizzate anche per mandare via Cecchi Gori, servirono a dare un'ulteriore picconata alla situazione nonostante non ci fossero ancora i social, che oggi danno molto più risalto".

Dobbiamo aspettarci nuove iniziative nei prossimi giorni?
"Sì, potrebbero essercene. È ancora da capire, ma il punto è che vogliamo che qualcuno smetta di pensare di poter ciurlare nel manico di questa faccenda. Perché ormai la questione stadio è una novella dello stento che va avanti da troppi anni: prima si trattava della capienza, poi della polivalenza delle sue funzioni, poi ci sono stati i mondiali del '90 che ridussero il Franchi in maniera imbarazzante...".