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DISTEFANO, LO SCOPRITORE AMERINI A FV: "COME DI NATALE. SOFFIATO ALL'EMPOLI. E ORA..."

di Andrea Giannattasio

Una notte che ricorderà per tutta la vita. Quella di Filippo Distefano allo stadio Franchi contro la Sampdoria è stata la prima tappa di un lungo percorso tra i grandi che ha già attirato l’interesse di tanti tifosi viola, incuriositi dalla scelta di Vincenzo Italiano di dare fiducia, anche solo per pochi minuti, a quel 2003 di belle speranze arrivato in prima squadra un po’ in sordina. Per parlare dei retroscena che hanno portato Distefano a Firenze e delle prospettive di crescita dell’esterno, Firenzeviola.it ha chiesto un parere a chi, “Pippo” (come lo chiamano già tutti), lo ha realmente scoperto, ovvero l’ex viola - ed oggi procuratore - Daniele Amerini.

Amerini, quando incrociò per la prima volta Distefano?

“Mi fu segnalato da un mio amico quando aveva solo 13 anni e giocava nel vivaio del Livorno. Andai a vedermelo almeno tre volte, come sono solito fare con tutti i giovani, e capii subito che era un ragazzo che aveva potenziale interessante. Gli prospettai di andare all'Empoli o alla Fiorentina ma furono i due storici scout viola, Niccolini e Cappelletti, a convincerlo ad accettare Firenze, parlando coi suoi genitori. Penso che, allora, fu la scelta giusta, perché la Fiorentina aveva bisogno di un giocatore di quel tipo. Con Distefano portai a Firenze anche il portiere Luci”.

Cosa la colpì in particolare di lui?

“La personalità. Quando partiva in contropiede, Distefano riusciva sempre a saltare l’uomo e a fare la scelta giusta: aveva già la giocata pronta in testa. Adesso dovrà essere bravo a vivere il momento attuale e a non esaltarsi”. 

Crede che a lungo andare, in un calcio così fisico come quello di oggi, la sua statura potrebbe rappresentare un limite?

“No, nel ruolo in cui gioca lui non conta la statura ma l’intelligenza calcistica, oltre alle doti tecniche. Speravo davvero che potesse arrivare presto il momento di Filippo con i grandi. Quando vedi un giocatore che tu hai scoperto e segnalato arrivare in alto, capisci che non avevi sbagliato e che certe valutazioni erano state corrette”.

C’è un giocatore attuale o non più in attività che le ricorda Distefano?
“Al momento faccio fatica a trovarne uno in tempi moderni. Del passato direi David Di Michele o Totò Di Natale”.

Dopo i 5’ contro la Samp, da uomo di calcio, quale pensa che possa essere la gestione migliore per Distefano adesso?
“Se riuscirà a ritagliarsi altro spazio in prima squadra lo riterrei già un successo: penso possa essere un’alternativa utile, a lungo andare. Sul futuro ci sono tante variabili: dipenderà dall’intelligenza del ragazzo e della sua famiglia nonché dalla lungimiranza della società. Se al ragazzo verrà chiesto di giocare in C, non dovrà restarci male ma sarà importante che capisca che fa parte del suo percorso di crescita. Se vuoi esplodere davvero, non devi pensare solo al domani ma anche al domani l’altro”.