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DURANTE A FV, PAQUETÀ NON È UN FUORICLASSE. SU PEDRO FATTI GRAVI ERRORI. DALBERT...

di Niccolò Santi

Per fare una chiacchierata in merito ai giocatori brasiliani che vestono, hanno vestito o potrebbero vestire la maglia della Fiorentina, FirenzeViola.it ha contattato in esclusiva il procuratore nonché esperto di calcio brasiliano Sabatino Durante.

Come le è parso il rendimento di Dalbert quest'anno?
"Credo abbia fatto un buon campionato, ha sofferto un po' il calo generale della squadra ma è un calciatore che in un contesto come Firenze può stare benissimo. Una volta che tornerà all'Inter, Pradè potrà ritrattarlo, anche perché non penso proprio che i nerazzurri abbiano interesse nel confermarlo. Altrimenti non l'avrebbero mandato in prestito: non è più un ragazzino che ha bisogno di farsi le ossa". 

La Fiorentina farebbe bene a puntare ancora su di lui piuttosto che su Biraghi?
"Dalbert ha qualcosa in più in fase offensiva. La scelta sta solo all'allenatore per il gioco che vorrà esprimere".

Cosa non è andato con Pedro?
"Lui aveva fatto un intervento importantissimo al ginocchio, subito anche da altri campioni in passato. Vedi Del Piero, il quale ci ha messo addirittura due anni per tornare il fuoriclasse che era. Se Pedro non si fosse fatto male sarebbe stato il centravanti del Brasile, ve lo garantisco. Ho un'amicizia di vecchia data con chi dirige quella nazionale e vi assicuro che c'era un gradimento pieno da parte di Tite per l'attaccante. Questo perché rispetto a Firmino e Jesus gli garantiva fisicità. Ma è stato fatto l'errore dal Fluminense e poi dalla Fiorentina di volerlo recuperare subito".

Commisso però si è cautelato mantenendo il diritto di recompra...
"Ho un solo timore: spesso il problema non è il recupero fisico, bensì quello psicologico. Non vorrei che Pedro rischiasse di non tornare mai al 100%, ma spero di sbagliare perché se torna quello di prima è uno dei centravanti più promettenti nel panorama mondiale. Averlo voluto rimandare in campo in fretta e furia è stato uno sbaglio enorme".

Un'idea di gennaio tornata in auge negli ultimi giorni è Lucas Paquetà.
"Lo paragonano a Kakà, ma è un'offesa a quest'ultimo. Si tratta di un giocatore completamente differente: deve giocare in un 4-4-1-1 dietro la punta, allora sì che esprime un ottimo livello. Ma non è un fuoriclasse, specie se schierato a destra o a sinistra. I numeri dieci in Italia devono essere rapidi e saper anche giocare con le spalle al muro. In pratica devono essere dei nove e mezzo. Inoltre Paquetà tenta spesso delle giocate che però in Serie A non può permettersi: in Brasile, Portogallo e Spagna gli riuscirebbero senz'altro, ma da noi la marcatura è stretta, soprattutto sui fantasisti. Quindi rischia di fare figuracce".

A Firenze come lo vedrebbe?
"Non lo so, dico solo che va fatto giocare dove rende al meglio per le sue qualità. In maglia viola è passato recentemente Gerson, che nonostante palesi le caratteristiche di un Liverani non è stato quasi mai schierato come centrale: al Flamengo gli fanno fare il regista e guarda caso hanno rischiato di vincere il Mondiale contro il Liverpool. E vorrei aggiungere una cosa".

Prego.
"In Italia abbiamo la puzza sotto il naso perché pensiamo di essere ancora ai livelli di qualche anno fa, quindi vogliamo che gli stranieri si adattino al nostro calcio. Ma è assurdo, non abbiamo neanche idea delle pressioni a cui sono sottoposte le squadre brasiliane. Certi giocatori bisogna avere il coraggio di andarli a prendere per poi valorizzarli per quel che sono".