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GEROLIN A FV, COMMISSO CONOSCEVA LA BUROCRAZIA ITALIANA. SU BELOTTI...

di Alessio Del Lungo

La burocrazia in Italia è un problema da sempre e adesso sta cominciando a capirlo anche Rocco Commisso il cui entusiasmo si è un po' scemato di fronte a tutte queste problematiche per la costruzione del nuovo stadio. FirenzeViola.it ha contattato, in esclusiva, l'ex direttore sportivo dell'Udinese, Manuel Gerolin, che ha vissuto in prima persona il restyiling del Friuli e parlare di mercato.

Quanto è importante per un club avere uno stadio di proprietà?
"Se questo stadio di proprietà lo fai diventare funzionale sette giorni su sette con magari ambiti diversi all'interno con manifestazioni, bar, palestre, sala conferenze, gli introiti non saranno più solo a livello televisivo, di calciatori, di incassi. C'è tutto un lavoro di marketing, l'obiettivo delle società è quello di avere uno stadio come casa dove ci si mangia, dove si ha un albergo per dormire ed è logico che negli anni diventa una vera e propria casa dove anche i giocatori ne traggono beneficio. Falra funzionare tutta la settimana a livello di incassi fa sì che il club ne benefici".

Per una società come può essere la Fiorentina è preferibile un restyiling del Franchi o un nuovo stadio?
"Ci sono situazioni politiche sotto. Se fai una struttura nuova la fai senza avere vincoli e come più ti piace, scegli un modello e lo realizzi. Se devi fare una struttura dove c'è già uno stadio sarai vincolato a certe situazioni, ma Udine è l'esempio che può venire fuori lo stesso qualcosa di molto valido. Rifare uno stadio fuori invece diventerebbe molto interessante".

Alcune testate addirittura scrivono di un Commisso che potrebbe pensare di andarsene a causa di questa burocrazia che gli impedisce di investire.
"Stiamo vedendo proprio in questo momento quanto la burocrazia sia enorme in questo Paese anche nella vita normale. Lui già lo sapeva o se ne era dimenticato, può essere una provocazione. L'entusiasmo nei suoi occhi per la Fiorentina dovrebbe tranquillizzare la piazza".

Per il mercato viola è stato fatto il nome anche di Belotti, lei lo ha visto da vicino al Palermo.
"Lui è cresciuto molto in questi anni soprattutto come persona e personalità, ha avuto una grande maturazione. E' un giocatore di forza, dinamico, non molla mai, difficile da marcare, vede la porta da tutte le posizioni: è un'opzione molto molto importante per la Fiorentina, ma credo che il Torino se lo tenga ben stretto".

Vlahovic, Cutrone, Kouame, Chiesa, Ribery: gli attaccanti sono già tanti a Firenze.
"Tutti non possono giocare però avere dei giocatori giovani e validi credo che sia una strategia molto molto importante perché non ti incastri mai, in ambito mercato riesci sempre a piazzarli. Abbiamo visto che le squadre hanno bisogno di una rosa di un certo livello per fare risultati e in prospettiva la Fiorentina credo che potrà pensare in grande quindi ben vengano i Belotti".

Situazione allenatore in casa viola: confermerebbe Iachini o punterebbe su un profilo più internazionale?
"Avere un tecnico come Iachini, valido, in casa farà riflettere la società. E' come quando vuoi un giocatore superiore, è chiaro che devi andare a prendere qualcosa di caratura diversa però io penso che Iachini si sia presentato bene, tutti lo conosciamo per la sua umiltà, la sua grinta... Ci penseranno due volte prima di cambiarlo perché può iniziare un trascorso e crescere insieme al club".

Il campionato sembra avviato alla ripartenza: è la decisione giusta da prendere?
"Credo di sì, si sta aprendo tutto. Le attività sono quasi tutte aperte e la Serie A fa parte di queste, il calcio è un'industria importantissima per il nostro Paese. E' giusto riprendere con le adeguate precauzioni, e, nonostante tutte le problematiche, si andrà avanti fino alla fine se non ci saranno stravolgimenti clamorosi. Tutti i club faranno i conti con spalti vuoti, condizioni fisiche precarie, partite ogni 3 giorni: l'importante è che siano tutte situazioni paritarie".