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GRANDI FIRME A FV, ECCO DI CHI È LA COLPA DEL FALLIMENTO VIOLA. ORA I DELLA VALLE...

di Mattia Verdorale
Fonte: ha collaborato Alessio Del Lungo

Quella viola è stata una stagione fallimentare che si può dire virtualmente conclusa dopo la sconfitta di ieri sera contro l'Atalanta con conseguente eliminazione dalla Coppa Italia, unico obiettivo raggiungibile fino a ieri. In campionato ormai sono state abbandonate da tempo le speranze di raggiungere un posto in Europa ed è proprio per questo motivo che la stagione della Fiorentina è considerata un fallimento totale. A cinque partite dalla fine la squadra gigliata si ritrova senza più obiettivi. E senza la possibilità di raggiungerne almeno uno. Per parlare proprio di questo fallimento e di chi può essere l'eventuale colpa di tutto ciò, la redazione di FirenzeViola.it ha contattato in esclusiva alcune grande firme del giornalismo italiano:

Alessandro Bocci (Corriere della Sera): "Penso che adesso i Della Valle abbiano il dovere di cercare di rilanciare questa squadre che senza andare in Europa ha concluso una stagione negativa. L'anno scorso si è ripartiti da zero con una squadra giovane, ma il progetto non ha funzionato anzi si è fatto un passo indietro. Le colpe vanno sicuramente distribuite perché sarebbe sbagliato addossarle ad un'unica persona: c'è stata carenza nella parte tecnica, sul mercato... Nessuno è riuscito a dare più del 100%. Pioli non ha trovato una quadratura del cerchio. Ci sono un insieme di cose, ma la Fiorentina non credo che sia quella squadra che recita la classifica. I Della Valle devono avere il coraggio di capire cosa non funziona dal punto di vista tecnico in questa squadra e rilanciarla difendendo i propri valori, ripartendo da Chiesa, da Milenkovic, dai giocatori di maggiore prospettiva, maggiore qualità tecnica. La Fiorentina ha perso poche partite e questo è un dato da cui ripartire, il fallimento c'è, ma bisogna chiedersi perché. Bisognerà capire come vorrà giocare il nuovo allenatore e come funzionerà l'intesa tra Montella e Corvino che è fondamentale".

Angelo Giorgetti (La Nazione): "Il fallimento principale riguarda la società. Ma tutto è partito dopo la tragedia Astori quando i Della Valle avrebbero dovuto ricucire il rapporto con la città e consolidare il proprio rapporto all'interno della dirigenza viola. Ciò non è stato fatto e lì è stata persa una grande occasione. Era l'occasione giusta per ripartire. Per me il responsabile della stagione fallimentare della Fiorentina è colui che fa le scelte, ovvero colui che sceglie i propri datori di lavoro. Mi hanno impressionato le parole di Percassi, presidente dell'Atalanta, che con molti mezzi in meno rispetto ai Della Valle è riuscito a mettere su una squadra che lotta per la Champions League ed è arrivata in finale di Coppa Italia. Se io fossi i Della Valle ripartirei dalla prossima stagione, sempre se c'è la voglia di ricominciare un percorso, iniziando ad alzare la qualità nel scegliere delle persone che vogliono bene al calcio. Questo è quello che ha fatto Percassi e che senza nulla togliere all'Atalanta può benissimo fare anche la Fiorentina".

Mario Tenerani (Il Messaggero): "I Della Valle se veramente hanno intenzione di andare avanti e di non vendere come fanno sapere, essendo loro i principali responsabili di tutto nel bene e nel male, devono ripensare alla loro idea di calcio perché oggi non si celebra il fallimento di una stagione, ma quello di un ciclo perché sono 3 anni consecutivi che siamo fuori dall'Europa ed è un dato inquietante. Fossi al loro posto cercherei di copiare il meglio di altre realtà italiane e straniere. Nel nostro paese ci sono esempi come l'Atalanta che è un modello di calcio interessante. Naturalmente andrebbe tutto questo riadattato perché Firenze è una città più grande e con una diversa storia di calcio. Ritengo impossibile lottare per lo scudetto, difficilissimo lottare per la zona Champions, ma un dovere per la viola dei Della Valle entrare in Europa tutti gli anni. Quando non si centra questo obiettivo è un fallimento".

Alberto Polverosi (Corriere dello Sport): "Io non lo considero un fallimento, o meglio per me più che un fallimento la chiamerei una stagione deludente. E nessuno ha più responsabilità di qualcun altro a mio parere. Alcune cose sono state fatte bene, mentre altre, molte di più sono state fatte male. Quando fallisce il collettivo, falliscono tutti. Una stagione fallimentare si può considerare per un giocatore, per esempio Pjaca. Ma quando si parla di collettivo la responsabilità ricade in modo equivalente su di tutti: dirigenza e proprietà. Se fossi nei Della Valle ripartirei da Chiesa. Su di lui si può costruire un bel progetto e una Fiorentina competitiva e la società viola farebbe un grande affare a tenerlo. Dall'altra parte lo stesso Chiesa farebbe un grosso sbaglio per la sua carriera a rimanere a Firenze".