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IACHINI A RFV: "VIOLA PUÒ BATTERE CHIUNQUE. A FIRENZE FACEVAMO 1,70 PUNTI A PARTITA"

di Redazione FV

Giuseppe Iachini, ex allenatore della Fiorentina, ha parlato ai microfoni di Radio FirenzeViola per analizzare la squadra di Italiano e commentare la sfida di stasera con l’Inter. Ecco le sue dichiarazioni sulla squadra gigliata: “Quando fai le coppe con tre partite a settimana spendi energie diverse rispetto al solito. La partita di mezzo ti porta stress, è normale ci possa essere qualche problema. Ci sta che strada facendo qualcosa si lasci per strada”. 

Su Jovic: “È giovane, bisogna aver pazienza. Quando io ero lì facevo giocare Kouame e dicevamo tutti che non andava bene. Veniva da un crociato rotto, doveva recuperare, ma si vedeva che aveva le caratteristiche per far parlare di sé. Stesso percorso che ha fatto Dusan (Vlahovic) quando c’ero io. Ai giovani va dato tempo e pazienza per crescere ed esprimersi”. 

Prosegue su Jovic: “Lui può giocare anche in altri ruoli, ma oggi vanno tanto le punte che attaccano lo spazio. Italiano ama avere giocatori veloci, spesso usa attaccanti che attaccano la profondità, sta portando avanti queste caratteristiche. Jovic ha qualità, sono convinto che strada facendo farà parlare di sé, perché ha tutto per poterlo fare”. 

Sull'Inter: “È forte, ha avuto delle difficoltà impreviste ma ha risorse importanti. Per me, come reparto, ha l’attacco più forte della Serie A. è una squadra consolidata, sta portando avanti da anni sempre lo stesso modo di giocare. Ma la Fiorentina è in grado di far risultato e battere chiunque, sarà una partita bella da vedere”. 

Sul momento di difficoltà della Fiorentina: “Non mi preoccupa. Poi non so quali possano essere le problematiche interne. Ma immagino che il fatto di aver giocato 3 volte a settimana abbia tolto energie e qualche punto alla classifica. È tutta esperienza che servirà al gruppo, specie per il futuro”. 

Su Barak: “Nasce mezzala, lo seguivamo anche noi a Firenze. Sa arrivare a ridosso dell’area avversaria, ha il fiuto del gol e sa ricoprire più ruoli. Ma per come gioca Italiano l’interno di centrocampo è la posizione per lui migliore. Quando io ero lì, eravamo riusciti a giocare con le due punte e con giocatori offensivi a centrocampo. Ma davanti alla difesa c’era un equilibratore come Pulgar, quindi adesso che gioca Amrabat la Fiorentina può permettersi di giocare sia con Barak che Bonaventura in mezzo”. 

Su Torreira: “Era un giocatore con caratteristiche precise. Io non so i motivi per cui è andato via, ma era un calciatore che aveva fatto un bel campionato. Può darsi che Italiano abbia visto la crescita di Amrabat e quindi abbiano deciso di non tenere Torreira. Magari avendo già Bonaventura e poi anche Barak, forse si è preferito avere un giocatore diverso davanti alla difesa. Quindi se tu forzi sulle mezzali in mezzo al campo è chiaro che serve un giocatore che copra, forse sono state fatte scelte in questo senso”. 

Sulla sua esperienza in panchina alla Fiorentina: “Sono arrivato a Firenze in un momento difficile. C'era la pandemia, non giocare davanti ai tifosi era difficile. Ma avevamo una media da 1,70 punti, facemmo un grande percorso facendo crescere giocatori come Chiesa, Kouame, Milenkovic. Abbiamo fatto un ottimo lavoro. Purtroppo poi sono rimasto con tante problematiche. Poi sono ritornato per dare mano, finito il campionato ero felice di aver fatto il meglio per una squadra alla quale sono legato sia da giocatore che da allenatore. Devo ringraziare Commisso e la società, tornare a Firenze è stata una grande soddisfazione professionale”.