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JACOBELLI A FV, CALCIO DEVE RIPRENDERE. SPADAFORA NON LO CAPISCO. LA LINEA VIOLA...

di Mattia Verdorale

Rimane sempre più incerto il futuro della Serie A. Per i club del campionato però da oggi sarà possibile riprendere gli allenamenti individuali nei centri tecnici: "È consentita, anche agli atleti di discipline non individuali l’attività sportiva individuale, in aree pubbliche o private, nel rispetto della distanza di sicurezza e rispettando il divieto di assembramento", la nota emessa del Viminale. Ma la stagione riprenderà o no? Sono tanti i dubbi, soprattutto quelli sollevati dalle dichiarazioni del Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora. Ma per parlare di questo e molto altro, la redazione di FirenzeViola.it ha contattato in esclusiva il direttore di Tuttosport Xavier Jacobelli

Oggi sarà possibile allenarsi individualmente nei centri sportivi delle squadre. È d'accordo con questa decisione?
"Assolutamente sì. Il calcio deve riprendere. Anzi, l'unica cosa che non mi trova d'accordo è la posizione e l'atteggiamento ambiguo del Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora. Mi auguro che questo sia solo il primo passo verso una ripartenza definitiva. Al tempo stesso spero che vengano ripresi anche gli allenamenti collettivi come sta succedendo in altri paesi europei".

Pensa che alla fine la stagione possa ripartire?
"Spero proprio di sì. L'importante è vedere e tenere d'occhio l'evoluzione del virus all'interno delle singole regioni. Non tutte le regioni hanno lo stesso numero di contagi. C'è molta differenza tra quelle del Nord Italia e del Sud Italia. Ci sono alcune che per esempio avevano già dato il via libera per gli allenamenti o che seguivano questa linea, mentre altre stanno attendendo ulteriori sviluppi. E le date della ripresa si aggirano più o meno intorno alla metà di giugno".

Se dai tamponi che verranno effettuati dai calciatori dovesse venir fuori qualche positivo cosa succede?
"Succede come da protocollo, se ci fossero dei positivi si procederà al monitoraggio consueto del calciatore, ma gli allenamenti proseguiranno. Purtroppo tutti noi sappiamo che non c'è il rischio zero. E l'unica cosa da fare è cercare di convivere con il virus. L'importante è ripartire con la giusta cautela e le giuste precauzioni. Non solo l'Italia sta aprendo. Anche altri paesi stanno cercando di ricominciare piano piano, per esempio in Germania, Repubblica Ceca e Polonia. In questi paesi il calcio sta ripartendo. Ci sono altri che invece hanno sospeso il campionato come in Belgio e in Francia".

E le coppe europee?
"Verranno giocate in estate, ad agosto, indipendente dalla ripartenza o dalla avvenuta sospensione del campionato nazionale. Inoltre ci sono varie proposte sul tavolo: per esempio l'Australia si è proposta alla Premier League per far finire il campionato inglese là, nel caso in cui in Inghilterra non fosse possibile".

Si trova in sintonia con la linea guida tenuta dalla Fiorentina nel tenere chiuso il cs, nonostante oggi si potesse ripartire?
"Se i dirigenti della Fiorentina hanno preso questa decisione sanno quello che fanno. Si tratta di una linea attendista che stanno attuando molti club di Serie A in attesa dell'esito dell'incontro tra la Figc e il comitato medico scientifico che spero possa arrivare entro prossima settimana. Si è perso già troppo tempo. Si parla di ripresa del calcio, ma non solo del calcio inteso come sport, ma inteso come azienda. Il calcio che dà lavoro a moltissime persone e fattura milioni all'anno deve riprendere".