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LAVERONE A FV, DA FIRENZE ALLA TERNANA. LA CAVALCATA VERSO LA B E L'AMORE PER LA VIOLA

di Giacomo A. Galassi

Una sola sconfitta in stagione, oltre 80 gol fatti e record di punti per lasciare la Serie C e guadagnarsi la serie B. A Terni con mister Lucarelli in panchina è stata fatta la storia, e c'è anche un pezzo di viola nell'impresa della società umbra: Lorenzo Laverone. Nato all'Ospedale di Ponte a Niccheri e cresciuto vicino a Piazza della Libertà a Firenze, l'esterno della Ternana racconta l'impresa a FirenzeViola.it: "Appena unito al gruppo ho percepito subito la qualità di questa rosa. Abbiamo 25 titolari, c'era solo da creare la convinzione di poter fare un'annata per poter vincere e così è stato".

Giornata di festeggiamenti lo scorso weekend?
"In realtà è stato un festeggiamento continuo, per tutta la stagione. Ogni partita vinta si percepiva il traguardo sempre più vicino: direi che più che in un'unica giornata è stata una cosa costruita giornata dopo giornata. Ora sono due o tre settimane almeno che stiamo festeggiando, e proseguiremo così fino alla fine".

Mister Lucarelli com'è?
"È un mister giovane, che ha idee nuove. Ma il suo punto di forza è stato costruire la mentalità che mancava. A livello qualitativo e tattico questa squadra aveva doti importanti, la sua bravura è stata darci la convinzione giusta per vincere".

È sempre pronto alla battuta anche nel privato?
"Assolutamente sì. Non è un permaloso, anche tra di noi c'è un rapporto molto ironico e scherzoso. Ci si prende in giro anche in quanto toscani. Poi è chiaro, quando ci sono i risultati è sempre più semplice scherzare".

Una domanda sul futuro: cosa aspetta Laverone il prossimo anno?
"Ho ancora un anno di contratto, poi ne dovrò parlare con la società e con il mister e faremo le giuste valutazioni. Ma in B ho già giocato tanto e quindi non è certo una categoria che mi spaventa".

Dell'esperienza nelle giovanili della Fiorentina invece che ricordi conserva.
"Ho ricordi bellissimi, era il mio sogno vestire la maglia viola e ci sono riuscito per 4 anni fino agli Allievi Nazionali e all'arrivo di Corvino che decise di mandare via quasi tutti da quella squadra, chiamando molti stranieri soprattutto dall'est. Di quella squadra restarono 5-6 persone al massimo, per il resto cambiò tutto. Per me è stata una situazione brutta, ci sono rimasto malissimo perché ci tenevo molto. Cresciuto a Firenze e tifoso della Fiorentina, per me è stato un colpo al cuore andarmene. Però a livello di carriera forse Corvino ha fatto un favore a mandarmi via perché forse non sarei riuscito a fare la strada che ho fatto".

Segue la Fiorentina oggi? Cosa pensa della situazione di classifica?
"Certo. Da tifosissimo viola. A livello di nomi e di rosa non può rispecchiare la classifica che ha, però da giocatore posso anche dire che a volte ci sono certe annate storte in cui va tutto male. Diciamo anche che a volte ci sono dinamiche che sfuggono all'occhio del pubblico. Però di sicuro una piazza come Firenze non merita di lottare per la salvezza".

È ancora legato a Firenze dunque.
"Sì, molto. Appena posso cerco di venire. Con la mia fidanzata di Roma cerchiamo di alternare le due città appena ne abbiamo l'occasione".

Lei che le giovanili della Fiorentina le ha frequentate, come valuta l'idea di creare un centro sportivo di proprietà?
"Sicuramente sarà una cosa vantaggiosa. Ai miei tempi ci allenavamo al Barco e non era comodissimo. Un centro sportivo è sempre importante, poi bisognerà vedere come sarà fatto e soprattutto quando. Spero che non venga bloccato il progetto e che l'Italia possa fare un passo avanti da questo punto di vista, visto che all'estero ci sono già arrivati da almeno 10 anni".