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M. SCONCERTI A FV, Domani ce la faremo. Mio padre sognava una grande viola

di Redazione FV

Direttamente da Roma, ha parlato in esclusiva a Firenzeviola.it la figlia di Mario Sconcerti, Martina. Queste le sue parole: "Il calcio è sempre stato l'argomento principale della mia vita. E' un rapporto di vita, un matrimonio".

Suo padre si arrabbiava spesso per la partita?
"Sì, c'è sempre stata gente che attribuiva a mio padre la fede juventina, laziale o romanista, ma lui è sempre stato un grande tifoso della Fiorentina, lo ha sempre detto. Era cuore Viola. Ne parlavo con mamma, sarebbe stato sempre sul filo anche e soprattutto in questa settimana".

L'ultima Coppa Italia vinta dalla Fiorentina era con Mario Sconcerti amministratore delegato
"Me lo ricordo, è stato un momento memorabile. Ricordo purtroppo la parte drammatica, quello che successe dopo: era un momento difficile. Purtroppo vivendola in casa è normale. Ma in ogni caso c'è stata anche la soddisfazione della vittoria, a maggior ragione se in primis sei un tifoso della Fiorentina e sei all'interno della squadra per la quale tifi. E' stato un momento di gioia che ha cancellato per un attimo le preoccupazioni".

Mario puntava a fare una squadra sempre più forte
"Sì, poi purtroppo è andata come è andata. A livello personale siamo stati preoccupati di dover pagare ancora fino a pochi anni fa, solo per aver pagato gli stipendi. Ma mio padre ha sempre sognato in grande, in tutto quello che ha fatto, a maggior ragione per la Fiorentina".

Cosa si aspetta domani per la finale?
"Ne parlavo con mamma e lei mi ha detto: "Ma ti pare che proprio quest'anno la Fiorentina è andata così avanti, proprio quando papà non c'è più", ma secondo me è proprio per quello. E' come un grande ringraziamento".

Sula giornata organizzata a Firenze in onore di Mario Sconcerti: "Il 28 Febbraio è stata una bella giornata, anche difficile, perché poi si uniscono emozioni, lavoro, amicizia e fratellanza. Vedere tutto quel trasporto ed energie verso papà è stato bello".

Quali sono i suoi ricordi da tifosa Viola?
"Io sono dell'81. Ho vissuto da ragazzina a Firenze, poi sono stata a Roma. Amavo follemente Batistuta, avevo il suo poster in cameretta, anche se quando ho scoperto che nel calcio si gioca per soldi ed è crollata buona parte della fede calcistica. Lo so, sono un po' ingenua, ma lì ho perso un po' la passione. In ogni caso seguo sempre la Viola e simpatizzo. Oltre a lui il mio mito era anche Rui Costa".

Ha incontrato la nuova dirigenza viola?
"Sì, siamo stati a cena lo scorso anno, quando andai a Firenze con papà. Mi sono trovato molto con la dirigenza, perché abbiamo parlato di soldi più che di calcio e ne capivo di più. Poi avendo lavorato in America mi trovavo molto nella terminologia".

Seguirà la partita in televisione?
"Certo, sempre forza Viola. Ce la faremo".

Cosa avrebbe detto suo padre?
"Non parlerebbe, starebbe in silenzio. Vorrebbe solo che andasse bene".

Si ricordano ancora i titoli dei giornali di Sconcerti a Firenze?
"Sì, diciamo che ci sono due elementi: papà diceva sempre che per arrivare nel cuore della gente servivano cose semplici e la comunicazione è una di quelle, oltre ad essere emotiva. E' difficile riunire in una parola un sentimento, ma a lui veniva semplice. Addirittura trovavamo in casa i titoli, ma io non ci riuscivo. Non ci riusciva nessuno come lui".


Martina Sconcerti a Radio Firenze Viola