.

MANDRAGORA-VIOLA? LO SCOPRITORE A FV: "LO VIDI ALLA MARIANO KELLER, COLPÌ SUBITO"

di Giacomo A. Galassi

C'è chi certi giocatori li vede da ragazzini diventare uomini, chi cambia la strada di una carriera di un calciatore. Per Rolando Mandragora quell'uomo è stato Michele Ciccone, già direttore sportivo del Bari e collaboratore di Capozucca al Genoa. Rossoblu ai quali nel lontano 2010 segnalò un centrocampista mancino di Napoli che secondo lui avrebbe fatto bene. Quel centrocampista era proprio Mandragora, che oggi è ad un passo dal vestire la maglia della Fiorentina.

Ciccone, ci racconta come scoprì Mandragora?
"Io allora lavoravo a Genova e avevo gli occhi puntati sulla Mariano Keller, una scuola calcio di Napoli molto seguita. Lì ci giocava Rolando. Così chiamai Sbravati (responsabile del settore giovanile genoano, ndr) e gli dissi che c'era un ragazzino che mi piaceva, un centrocampista mancino che avrei preso. Loro lo fecero salire, l'hanno visto e l'hanno preso. Tutto molto semplice".

Ebbe a che fare anche con la famiglia?
"Io parlai con il padre Giustino e con lo zio che fa l'allenatore. Gli spiegai della possibilità del Genoa, loro presero, vennero su e il resto l'ha fatto Rolando con le sue qualità".

Alla Fiorentina cosa potrà dare?
"Tanto. Mandragora ad oggi è uno dei centrocampisti più importanti in Italia".

Ritiene giusto il prezzo poco sotto i 10 milioni che pagherà la Fiorentina alla Juventus?
"Più che giusto. Se vedo i pari età di Rolando, in pochi hanno le sue qualità, campionati sulle spalle come lui e presenze in Under 21. Vale tutti i soldi che la Fiorentina ci spenderà".

Potrà sostituire anche un idolo dei tifosi come Torreira?
"È un giocatore universale, sia in impostazione che in difesa. Secondo me oggi è un giocatore che troverebbe spazio in ogni club. Poi è un bravissimo ragazzo con una grande famiglia: si è meritato quest'opportunità nel grande calcio".