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MAREGGINI A RFV, L'errore non preclude il valore di Gollini

di Redazione FV

Gianmatteo Mareggini ha parlato a Radio Firenzeviola partendo dal momento particolare di Gollini: "L'ho allenato e apprezzato ed è stato in difficoltà anche qui in Nazionale ma mettemmo a punto un programma di recupero. Ha talento indubbio ma ha sensibilità, nonostante la personalità, perché ha bisogno di sentire la fiducia. Dualismo incide su errori? Su quell'errore va aperta e chiusa la parentesi, non si giudica da quello, è stata una serataccia e non preclude il suo valore. Se fosse sempre insicuro e lo ripetesse allora si potrebbe pensare che non è all'altezza. Ma per una partita sola non si può buttargli la croce addosso".

Miglior portiere di questa prima parte di campionato? Doveva uscire prima, ma dico  Meret, questo sarà il suo anno, il punto di partenza è la gara giocata contro il Milan. L'ho avuto e so che è un grande portiere".

Il dualismo incide, partendo da quello Onana-Handanovic all'Inter? "Il secondo ha dato sempre certezze, all'Inter non è mai stato messo in discussione e ora viene accostato da un portiere giovane. Le ultime prestazioni nonostante il ko sono state buone, non bisogna fare casino. Anche alla Fiorentina l'alternanza non va bene, né quest'anno né lo scorso anno. Terracciano è un buon portiere e non puoi permetterti di tenerlo come secondo. Ma se prendi un portiere nuovo e se lo prendi per fare il titolare deve giocare quest'ultimo. Se prendi Gollini che non gioca da sette mesi, lo fai giocare con il Napol, lui fa bene e la volta dopo lo tieni in panchina neanche lui sa il perché. Non voglio giudicare l'operato degli altri ma a me è sempre andata bene così, anche quando ero il secondo di Toldo eppure non mi sentivo scarso. Ma era così. Se prendi Gollini devi fargli sentire che ci credi e ci conti"

Come è cambiato il ruolo? "Nel partecipare attivamente alle esercitazioni con i compagni, con il piedi, ora il portiere è più attivo. Il lavoro vero è con la squadra a differenza di quello che accadeva una volta. Ora deve conoscere il gioco, comprenderlo e prendere decisioni con la squadra. Però a volta il gioco con i piedi è troppo forzato, chi fa troppo bene con i piedi poi non ha più posizione in porta. Ma a parte Maignant, di quelli ce ne sono pochi, il milanista è l'emblema del portiere moderno".