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MARTINA A FV, I MIEI AUGURI AD ANTOGNONI DIRIGENTE: LI MERITA

di Dimitri Conti

Proprio oggi, 35 anni fa, a seguito di uno scontro di gioco con il portiere del Genoa, il cuore di Giancarlo Antognoni si fermò per venticinque secondi, tenendo con il fiato sospeso tutto il "Comunale" di Firenze. Fortunatamente poi le cose andarono per il meglio per l'Unico Dieci, che tempo più tardi rientrò anche in campo, partecipando pure alla vincente spedizione mondiale dell'Italia nell'anno seguente. Per commemorare questa occasione, ma non solo, FirenzeViola.it ha contattato in esclusiva l'estremo difensore dei rossoblù in quella sfortunata circostanza, Silvano Martina.

Oggi ricorre il trentacinquesimo anniversario di quell'episodio sfortunato. Cosa ricorda di quei momenti?
"Guardi, per fortuna, adesso a distanza di trentacinque anni non ricordo quasi nulla. L'importante è che Giancarlo stia bene, e che si risolse tutto per il meglio. Anzi, adesso se non ho sentito male sta per rientrare nella Fiorentina, e gli faccio i migliori auguri perché li merita. Il calcio ha bisogno di gente come lui, e la Fiorentina altrettanto visto che ha il viola addosso, sotto la pelle".

Lei che è stato un portiere di livello, che ne pensa di Tatarusanu?
"Al di là dei vari periodi, penso che sia un portiere affidabile, importante. È forte ed è un estremo difensore di livello internazionale. In Italia si tende a criticare troppo spesso, e forse in generale ormai si tende a valutare i portieri più per come giocano con i piedi che non sulle parate che fanno".

Dove può arrivare questa Fiorentina?
"La squadra è forte e competitiva, e penso che possa togliersi, soprattutto in casa, soddisfazioni contro le squadre dal potenziale superiore. Lo Scudetto è impossibile, perché il fatturato non si può ignorare ed ha un certo peso. Ogni realtà ha la sua dimensione, e penso che quella dei viola sia, al pari di altre come Torino o Lazio, il raggiungimento delle coppe europee".