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MIGLIORINI A FV: "DV9 fa paura: è un vero leader"

di Alessio Del Lungo

La Fiorentina ieri, a 3 giorni dall'esordio in campionato contro la Roma, ha disputato un'amichevole al Franchi contro la Sangiovannese, squadra che milita nel campionato di Serie D. La squadra di Italiano si è imposta per 12-0, ma a destare curiosità era l'atteggiamento di Dusan Vlahovic, al centro di numerose voci di mercato. Per saperne di più, FirenzeViola.it ha contattato, in esclusiva, il terzino sinistro della Sangiovannese, Dario Migliorini.

Che emozione è stata giocare contro la Fiorentina?
"Ovviamente essendo fiorentino giocare contro i viola al Franchi per me è stato un qualcosa di unico, soprattutto perché non mi ero mai confrontato con giocatori di Serie A nella mia carriera. Misurarmi con i loro ritmi e con il loro modo di lavorare era un mio desiderio, ma penso che sia stato anche formativo per capire come vengono preparate le partite a quei livelli già dalla settimana precedente. La Fiorentina ha chiesto di giocare contro di noi perché adottiamo lo stesso modulo con cui probabilmente giocherà la Roma all'Olimpico. E' stato interessante vedere come Italiano abbia deciso di mettere la squadra in campo e quali movimenti vorrebbe che adottassero i suoi calciatori. Mi è piaciuto e mi sono divertito ad affrontare Sottil, Callejon, Castrovilli, Venuti e tutti quelli che sono transitati dalla mia parte".

Chi è che l'ha impressionata maggiormente e perché?
"Quello che mi ha impressionato di più è stato sicuramente Vlahovic. Non tanto per il nome, ma perché si nota davvero la crescita che ha avuto in questi anni. A me personalmente è sempre piaciuto anche quando non era un titolare alla Fiorentina, ma ora è diventato un leader all'interno del gruppo: richiama i compagni, si fa dare la palla, la vuole sempre, comunica con la squadra... Il gioco è passato tanto dai suoi piedi perché lui è fondamentale per la Fiorentina. Ha svolto un po' il compito del regista avanzato perché smistava il pallone a destra e sinistra per far salire tutta la squadra. Nel primo tempo lui e Pulgar hanno toccato tantissimi palloni, ma è incredibile la voglia e la cattiveria giusta che ha, quel desiderio di far gol, di non fermarsi mai. Veramente una macchina da gol".

Una sua cessione sarebbe davvero deleteria per la Fiorentina dal punto di vista sportivo.
"Decisamente. Io l'ho visto veramente bene. E' un attaccante che farà strada e da fiorentino spero che possa restare, magari facendo il capitano in futuro di una squadra che gioca le coppe europee. Traguardi importanti lo invoglierebbero a rimanere a Firenze. Nessuno può dire niente su di lui perché ha fatto 21 gol alla prima stagione da titolare in Serie A, cosa che neanche Lautaro Martinez ha fatto ed il suo è un nome importantissimo a livello internazionale. Vlahovic è in una forma incredibile ed ha questo tiro secco quasi imprendibile".

A livello mentale, le è sembrato un giocatore coinvolto nel progetto oppure con la testa altrove?
"L'ho visto molto dentro al progetto, coinvolto nella partita di domenica e leader all'interno della squadra. Vlahovic e Venuti erano i due giocatori che richiamavano di più i compagni e che cercavano di portare la parola di Italiano all'interno del campo. Il serbo ha un peso specifico molto importante nel gruppo e mi ha stupito come fosse avvelenato ogni mezzo fallo o non appena la palla usciva di pochissimo. I ragazzi giovani lo ascoltano... Era davvero concentrato su domenica anche con le voci di mercato di mezzo e questo significa che è un vero professionista, indipendentemente dal fatto che voglia rimanere o meno".

Altri giocatori che ha visto già in palla?
"Bonaventura ha una classe incredibile, gioca sempre semplice a due tocchi, non sbaglia mai un controllo... A noi sembrano cose incredibili, ma per loro è il pane quotidiano. Si vede che ha giocato ad alti livelli così come Callejon: sono professionisti esemplari, lavorano con un'altra testa, non gli si può dire niente. Anche Nico Gonzalez sembra un fenomeno, ma un nome che non mi aspettavo è quello di Bianco, un ragazzo umile che il secondo tempo ha fatto girare la squadra da solo. Maleh è applicato e mi sembra bravo, si fa vedere, si fa dare il pallone, ma in generale tutta la squadra mi sembra seguire le indicazioni dell'allenatore. Italiano era contento, poi ovvio che con noi è tutto più facile, ma anche con il Cosenza li ho visti bene. Per me si divertono tanto in campo, danno questa impressione".

In generale è fiducioso per questa stagione con Italiano in panchina?
"Il tecnico mi ha fatto davvero una bella impressione. E' un allenatore che richiede un livello di attenzione molto alto e appena c'è un leggero calo richiama il calciatore. Vuole che il gioco venga costruito in una certa maniera ed è un autentico martello. I primi 10-15 minuti siamo riusciti a tenere i loro ritmi e lo 0-0, poi hanno trovato la quadratura e non li abbiamo più presi. Firenze è una piazza esigente, ma se riusciamo ad accettare Italiano e lo teniamo per diversi anni può essere un allenatore che riesce a trasmettere davvero le sue idee a chi va in campo. Possiamo divertirci ed il suo gioco mi ricorda un po' quello del primo Montella. I giocatori ragionavano tutti nello stesso modo e davano un peso alle cose che chiedeva il tecnico: questa è una cosa molto importante".