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MONELLI A FV, Chiesa? Il consiglio che gli do è di...

di Dimitri Conti

Domenica Fiorentina e Lazio saranno in campo all'Olimpico di Roma per l'8^ giornata di Serie A. Un test complicato per i viola, che si misureranno sul campo di una possibile rivale nella corsa all'Europa. Per approfondire alcuni temi legati alla partita, ma anche tornare su argomenti ancora caldi quale la situazione di Chiesa, FirenzeViola.it ha contattato in esclusiva il doppio ex Paolo Monelli.

Cosa ci sarà da attendersi da questa sfida?
"A parte la Juventus quasi tutte le altre squadre stanno vivendo alti e bassi incredibili, e alla distanza di pochi giorni. Ogni partita è difficile, anche la Juve ha avuto difficoltà a vincere, per esempio, con squadre meno forti come Parma e Frosinone. Sia Viola che Lazio hanno qualità per produrre un ottimo spettacolo. Credo che sarà un bell'incontro, aperto ad ogni tipo di risultato. La Fiorentina anche quando ha perso ha fatto bene, penso a Milano, ed è la squadra più giovane d'Italia. Ma affronta una Lazio sempre all'altezza negli ultimi anni. Forse nel derby i biancocelesti si aspettavano una Roma più in crisi".

In ottica lotta per l'Europa dove possono piazzarsi queste due squadre?
"Possono arrivarci entrambe. Dietro la Juve, che ormai da anni gioca a sé, c'è un altro campionato e ci sono sette-otto squadre che se lo giocano. Forse tra le due la Lazio è un attimo più avanti a livello di esperienza e confidenza con certe posizioni di classifica. Se c'è una delle due che può puntare anche alla Champions è lei. Ma di certo nessuno credeva alla Fiorentina in certe posizioni di classifica a questo punto".

Da ex attaccante, le chiederei un giudizio sul tanto chiacchierato Chiesa e sul dibattito aperto sulle simulazioni. Che consiglio darebbe al ragazzo?
"Ci sono due-tre cose da chiarire. La prima è questa: l'anno scorso abbiamo visto che il VAR è uno strumento positivo, e credo serva un indirizzo preciso nell'usarlo. Perché gli arbitri non vanno a rivedersi gli episodi? Su Chiesa dico che a me piace: è tra i pochi giocatori italiani a cercare qualcosa di diverso, a puntare l'uomo. Alcuni giocatori sicuramente evidenziano troppo certi contatti, anche se va detto che per gli attaccanti è normale provare a cercarsi l'episodio in maniera furba, astuta. Il mio consiglio è di non accentuare troppo, a meno che il contatto non sia davvero evidente".

Capitolo centravanti: da una parte Simeone, dall'altra Immobile.
"Su quest'ultimo devo ricredermi. Ero scettico quando arrivò: tecnicamente magari non è tra i migliori, ma lotta, attacca la profondità ed è veloce. Per la sua età ha già fatto tanti gol e penso che quest'anno potrà ripetersi. Simeone invece mi è sempre piaciuto. Non sarà magari il giocatore che ti segna 20-25 gol in un anno, ma in un contesto dove ci sono tanti altri giocatori che possono segnare come quello di Firenze, è funzionale".

Infine, un pronostico?
"Beh, non è facile! (sorride, ndr) Sarà una sfida aperta a qualsiasi risultato, ma dico 2-2. E segnano tutti e due gli attaccanti".