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NASSI A FV, MACCHÉ ERRORI TATTICI, È COLPA DEI GIOCATORI

di Pietro Lazzerini

Sei gol subiti, zero fatti e due obiettivi stagionali falliti in pochi giorni. Nonostante ci siano tanti altri obiettivi da poter centrare, il momento che sta attraversando la Fiorentina preoccupa, soprattutto considerando che giovedì arriverà l'andata dei quarti di finale di Europa League contro la Dinamo Kiev in Ucraina. Per avere una visione da dirigente di quello che sta accadendo alla squadra, la redazione di Firenzeviola.it ha contattato in escluisiva l'ex dirigente viola Claudio Nassi: 

Cosa è accaduto alla Fiorentina in questa ultima settimana? 
"Chi gioca non si rende conto delle difficoltà che comporta la professione. Sono sempre le stesse da tanti anni. Per un calciatore la cosa più difficile è rimanere concentrato novantacinque minuti. Bisogna prepararsi al meglio durante la settimana. Vince chi sbaglia il meno possibile. Se i calciatori pensano di fare la vita che fanno gli altri giovani per poi rendere in campo da professionista non hanno capito nulla. Devi stare sempre concentrato dagli allenamenti all'alimentazione, passando per la vita privata".

Quindi non è una questione tecnica? 
"Alle volte questi accadimenti sono inspiegabili. Quando dico che la cosa più difficile è rimanere concentrati, aggiguno che la partita più difficile è quella che segue una vittoria o un momento positivo come quello vissuto recentemente dai viola. Soprattutto quando uno gioca bene e riscuote consensi. Sono cose che sanno tutti, è come scoprire l'acqua calda". 

Ma i dirigenti come devono comportarsi per aiutare la squadra?
"Quando la Roma vinse lo scudetto con Viola, era sempre arrabbiato in caso di vittoria. Quando vincevano era arrabbiatissimo, mentre quando perdeva era sorridente e felice per rinfrancare la squadra. Serve questo spirito. Non serve a nulla il ritiro, bisogna portare avanti un lavoro certosino durante la settimana, un lavoro che non permetta distrazioni. Farei come fanno gli americani: uno può fare tutto quello che gli pare durante la settimana, però se sbaglia nel corso delle partite è 'morto', parlando di sport e contratti ovviamente. Se un calciatore vuole mantenere questi privilegi, deve sapere come comportarsi".

Cosa consiglierebbe ai dirigenti viola?
"I calciatori devono essere sempre in credito nei confronti della società, non in debito. Se uno è trattato in modo perfetto, se la società non sgarra mai, il calciatore deve comportarsi all'altezza. Se perdi questa società, nove volte su dieci vai a cadere in una società peggiore. Questo è quello che dovrebbe far capire un dirigente alla squadra. Poi ci vuole un controllo continuo, quotidiano. Il martellamento deve essere quotidiano, perché i comportamenti dei giocatori peggiorano se gli lasci troppa libertà. Se fai capire ai giocatori che devi lavorare sempre nel modo corretto sei già a metà strada".