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ORSI A FV, MANCIO EMPATICO, SOUSA DA TOP CLUB. BERNA...

di Dimitri Conti

In vista della sfida caldissima che domenica sera aspetta Fiorentina ed Inter, due delle pretendenti attuali alla lotta per il terzo posto, la redazione di FirenzeViola.it ha contattato in esclusiva Fernando Orsi, allenatore (fu vice di Mancini nella prima esperienza nerazzurra), ex portiere e commentatore per Mediaset Premium.

Che partita sarà quella di domenica? Può essere decisiva per la lunga volata che aspetta le pretendenti al terzo posto?
"Decisiva direi di no, però sarà una partita che può dare risposte importanti a due squadre che attualmente sono alla ricerca di certezze che non hanno. Certamente sono due compagini che lotteranno fino in fondo per raggiungere il terzo posto e i preliminari di Champions League. Questi scontri diretti valgono più dei tre punti in palio, perché sono partite che oltre alla vittoria contro un'avversaria diretta possono regalare una bella spinta morale".

Il Bernardeschi attuale è da considerarsi pronto per la nazionale maggiore?
"Adesso Bernardeschi sta vivendo un momento di leggero appannamento, dopo essere stato uno dei giocatori più determinanti dell'inizio di stagione. E' normale, data anche la giovane età, e qualche infortunio può essere stata la causa di alti e bassi che si sono visti sinora. Personalmente lo stimo molto, ha qualità ma non so se è in grado di fare tutte e due le fasi. Quando fa il lavoro sporco di rientro esasperato, come Callejon nel Napoli per esempio, perde molta brillantezza nelle occasioni in cui si trova davanti. Deve ancora trovare una collocazione giusta, anche di compiti. Secondo me è un giocatore più offensivo che altro, e dovrebbe avere meno responsabilità in fase difensiva".

Lei è stato vice di Mancini. Un pregio e un difetto del Mancio?
"Un pregio è sicuramente il grande scrupolo che mette nel suo lavoro, sia nella preparazione delle partite che negli allenamenti di tutti i giorni, è uno che pretende il massimo e d'altronde il suo curriculum parla per lui. Un difetto è che non invecchia, è sempre molto giovane, nel senso che è molto empatico e la confidenza che dà e riceve dai suoi giocatori poi alla lunga gli si potrebbe ritorcere contro".

E di Sousa che ne pensa? Le piace?
"Sì, mi piace molto. sia come allena la squadra che come gestisce le situazioni. E' uno che quando deve dire le cose come stanno lo fa. In un ambiente calcio dove gli allenatori sono aziendalisti, dimostra che lo si può essere anche ponendo qualche richiesta in più. L'esperienza estera che ha accumulato poi gli dà molte sicurezze e certezze, che si vedono. In prospettiva potrebbe davvero diventare un allenatore di prima fascia, uno da grandissima squadra".