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PRES. ORDINE ARCHITETTI A FV, OK RIFARE IL FRANCHI MA OCCHIO AGLI EMENDAMENTI

di Niccolò Santi

Questa mattina il sindaco Dario Nardella ha tenuto una conferenza stampa, nel Cortile di Michelozzo a Palazzo Vecchio, per annunciare l'approvazione della delibera per la riqualificazione dell'area di Campo di Marte e la ristrutturazione dello stadio Artemio Franchi. "Mi sembra una buona iniziativa − commenta il presidente dell'Ordine degli Architetti di Firenze, Pier Matteo Fagnoni, in esclusiva a FirenzeViola.it − Noi da tempo sollecitavamo l'intervento su Campo di Marte a prescindere dalle soluzioni che verranno prese in ambito sportivo, poiché la riqualificazione totale della zona è fondamentale".

Fagnoni, pensa ci sia modo di intervenire sullo stadio rendendolo compatibile con le esigenze di Commisso?
"Da architetto dico di sì, ma ovviamente si tratta di studiare bene il progetto. Tra l'altro finora non sono state presentate proposte per la fattibilità, a parte una e non in via ufficiale. Infatti solo il Comune, proprietario dello stadio, può presentare progetti, il che richiederebbe una gara pubblica e quindi tempo e soldi. Il nodo sta anche qui. A mio avviso la soluzione si troverebbe nel fare una concessione di trent'anni alla Fiorentina, in modo che possa delegare il progetto a chi vuole".

Tra il soprintendente Pessina e il presidente viola si sono manifestate alcune frizioni...
"Pessina è ormai diventato il simbolo della rabbia di alcuni tifosi, ma credo che in generale si sia partiti col piede sbagliato. Commisso è arrivato immaginando di far partire il progetto in tre mesi...".

Forse è stato sottovalutato il peso architettonico del Franchi?
"Le racconto questo. Il 29 febbraio ho tenuto un intervento sul razionalismo fiorentino, citando la nostra stazione e lo stadio: sa che venivano da tutto il mondo a studiare tali opere? Bisogna cercare di procedere in modo da non pentirsi di aver eliminato a cuor leggero strutture così significative".

Ma lo stadio è ritenuto tanto intoccabile da rischiare di esporlo al degrado, nel caso in cui la Fiorentina si sentisse costretta ad andarsene?
"Beh, questo è un punto cruciale. Alla Fiorentina spetta circa un milione e mezzo di contributi di manutenzione, se decidesse di andarsene e quindi di non ristrutturarlo non so, poi, da dove il Comune potrebbe recuperare i fondi sufficienti. Quindi è auspicabile che si trovi una soluzione".

Come si concilia la ristrutturazione del Franchi con i vincoli della Soprintendenza?
"Secondo me la vicenda va letta in quest'ottica: da un lato Pessina sostiene la ristrutturazione dello stadio all'interno di un quadro normativo legato alla monumentalità dell'edificio, dall'altro, nel momento in cui a livello governativo dovessero cambiare le regole, la Soprintendenza non potrebbe che prenderne atto in quanto il suo obiettivo è quello di far applicare delle norme".

Ecco, oggi sono al vaglio alcuni emendamenti al Decreto Semplificazioni. Cosa ne pensa?
"Essi in poche parole eliminerebbero, o quasi, la Soprintendenza. Stiamo attenti, perché escluderla totalmente creerebbe un precedente rischioso. Io farei a meno di questi emendamenti e cercherei una soluzione mettendo a un tavolo le parti in causa...".