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SIND. MINERVINO A FV, GAETANO, QUI SI PARLA SOLO DI TE: TI ASPETTA UN PREMIO IN COMUNE

di Andrea Giannattasio

C’è un altro spicchio d’Italia, assieme a Firenze, che in queste ore sta gioendo per il primo gol di Gaetano Castrovilli in Serie A. Si tratta di Minervino Murge, città dove il talento viola è cresciuto (è nato in realtà a Canosa di Puglia, dove fin dagli anni ’70 è presente un reparto di maternità) ed ha mosso i primi passi da calciatore. Laggiù, chiunque, non fa che parlare del numero 8 di Montella, di come accarezza con eleganza il pallone in campo o del modo in cui riesce a dribblare con facilità gli avversari: “Siamo felicissimi di ciò che Gaetano è riuscito a fare a San Siro” esordisce a Firezeviola.it il Sindaco di Minervino Murge, la professoressa Maria Laura Mancini, ex docente peraltro di Castrovilli quando faceva le scuole medie: “Per noi vedere il nostro piccolo paese protagonista sia in una città importante come Firenze che a livello nazionale è un motivo di grande orgoglio”.

Sindaco, si può dire che Gaetano adesso sia il vostro concittadino più illustre?
“Le dico di più: qua a Minervino è presente fin dagli anni ’30 un faro votivo costruito sulla terra ferma. Ecco, da qualche tempo anche Castrovilli è diventato un nostro faro, un punto di riferimento. Ci ha reso davvero felici, per di più perché ha segnato il suo primo gol in A nel giorno in cui nelle Murge è la festa patronale, ovvero San Michele”.

Che reazione ha avuto Minervino al gol di Castrovilli?
“Qui sono tutti tifosi di Bari, Juventus e Inter eppure ormai da giorni nei bar o nei negozi non si fa che parlare di Fiorentina e di Gaetano. Mi auguro che l’attenzione su di lui e sul nostro paese resti alta pure a livello nazionale”.

Ecco, la parola magica l’ha detta lei: Nazionale. Pensa che arriverà la chiamata dal ct?
“Lo speriamo tutti, ma non diciamo nulla per scaramanzia. Posso solo anticiparle che se Mancini dovesse convocarlo nell’Italia aspetterò Gaetano Castrovilli nella sala consiliare del Comune per dargli un bellissimo premio. E magari per mettere la bandiera viola alla finestra del Palazzo”.

Peraltro lei si chiama proprio come il ct, Mancini: un caso?
“Forse no (ride, ndr). Vorrà dire che Gaetano sarà convocato due volte: dalla sua terra madre e dalla Nazionale”.

Cosa si ricorda di Castrovilli quando era suo allievo?
“Ho avuto la fortuna di essere la sua insegnante per tre anni, quando frequentava la scuola media Mazzini di Minervino. È sempre stato un ragazzo garbato e per bene, sempre attorniato da amici e con alle spalle una famiglia umile e laboriosa. Sappiamo tutti quanti sacrifici abbiano fatto i suoi genitori e lo zio per portarlo dal nostro paese a Bari per gli allenamenti: pensi, ogni giorno doveva sorbirsi più di 150 km di auto tra andata e ritorno. Però tutti noi abbiamo sempre creduto in lui: sapevamo che sarebbe arrivato in alto”.

Sindaco Mancini, c’è una virtù propria degli abitanti di Minervino che rivede anche in Castrovilli?
“Nel nostro paese c’è una maschera che si chiama Capatosta, ovvero una figura determinata e dura come la pietra nell’ottenere i suoi obiettivi. In questo sentimento di fermezza rivedo proprio Gaetano, che col duro lavoro ha coronato i suoi sogni”.