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IL GIOCO NON C'È MA IL TERZO POSTO È VIOLA

di Sonia Anichini

Tutti noi ci saremo sentiti fare una domanda, porre un quesito basilare su quello che ci aspettiamo dalla nostra squadra (qualunque essa sia), valutare sulla bilancia calcistica cosa ha più peso: è più importante il gioco o il risultato? La risposta più banale, che vorrebbe le due cose abbinate, non viene presa in considerazione! 
La Fiorentina vista ieri contro il Carpi continua a non avere un gioco, ancora i movimenti non sono fluidi e coordinati, continua ad annaspare alla ricerca di quella nuova identità che sta cercando di darle Sousa. Tra Genoa, Basilea e Carpi si potrebbe aprire il concorso della partita più brutta e a tratti sonnolenta degli ultimi anni, ma per il cammino che sta facendo la Viola in campionato mi sento di dire che possiamo pazientare in attesa di tempi e giochi migliori.
Lo stesso Mister non fa mistero delle difficoltà che sta trovando e sul campo si nota molto questa sua sensazione. Quando le telecamere lo inquadravano, scuoteva spesso la testa manifestando il suo disappunto per quello che vedeva e proprio per quello continuava ad urlare richiami e incitamenti ai suoi uomini. Dopo la gara di giovedì in E.L. era fondamentale ritornare alla vittoria, sia per la classifica che per l’umore. Con nove punti ed il terzo posto conquistato, con un morale più sereno, la squadra e il tecnico avranno meno assilli e patemi quando si ritroveranno per studiare e mettere in pratica il Sousa-pensiero. 
E’ vero che le incertezze viste anche ieri sera preoccupano un po’, la difesa non brilla ed anche Gonzalo, ritenuto a ragione il migliore del reparto, ha commesso qualche errore; Suarez è molto lento ed ancora non all’altezza delle aspettative e prova ne sono i continui suggerimenti urlatigli dell’allenatore; Gilberto sulla fascia non spinge ma, visto che si dice che con un buon portiere e un buon attaccante si fa una buona squadra, onore a Tatarusanu per le due parate che hanno salvato il risultato e a Baba che ha messo a segno il secondo gol in due partite giocate.
Portare a casa il risultato con un solo gol di vantaggio è sempre una grande ansia per tutti, ma godiamoci la prima vittoria in trasferta dell’era Sousa.
Se poi vogliamo essere ottimisti oltre ogni limite potremmo porci anche un’altra domanda che può anche far sorridere (c’è bisogno di leggerezza intorno alla Fiorentina): se si vince giocando male, cosa riusciremo a fare il giorno in cui potremo far scendere sul rettangolo verde anche il bel gioco?
Pensare positivo non costa niente e forse trasmette energia a tutto il gruppo.

La Signora in viola