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CACIA, A Firenze dopo lungo stop e chiuso da...

di Redazione FV

Daniele Cacia, ex viola ora all'Ascoli, nel match contro l'Avellino ha messo ha segno un gol che è valso oltre ai tre punti al suo Ascoli il terzo posto nella classifica dei marcatori di tutti i tempi della serie B, con 125 reti: "E' stata una grande soddisfazione - racconta lo stesso Cacia in un'intervista esclusiva a TuttoMercatoWeb.com di cui si riportano alcuni stralci- quella che ho provato al 'Partenio' per questo traguardo. Anche se tutti i record che non riguardano la Serie A hanno un risalto diverso e spesso minore sono orgoglioso di aver raggiunto un obiettivo come questo. Perché mi ha ripagato dei tanti sacrifici che ho fatto durante il corso della mia carriera".
Centoventicinque è davvero un bel numero. Il suo preferito qual è?
"Sinceramente faccio fatica a rispondere. Sono tanti, troppi per ricordarli tutti, ma credo che ognuno di questi abbia un valore importante se lo leghiamo alla squadra per la quale l'ho segnato. Poi per un attaccante, diciamolo, ogni gol è bello da morire".
Cos'è per lei la massima serie?
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Prima di tutto è e rimane un obiettivo, anche a 34 anni. Ma è anche un rimpianto. Visti tutti i gol che sono stato in grado di segnare in Serie B mi sarei immaginato qualche occasione in più in Serie A. E invece non arrivo a 40 presenze complessive. Per questo motivo per me quella di Gianluca Lapadula è una bella storia di calcio per la Serie B, perché è la riprova che chi sa segnare lo può fare in ogni categoria e con qualsiasi maglia. Comprese quelle che hanno fatto la storia come il Milan".
Si sente di avere qualche colpa in questo senso?
"Dopo quello che ho vissuto nella mia carriera, sinceramente, mi do meno colpe rispetto al passato per quello che ho fatto. Non dico di non aver commesso degli errori, ma ho capito che nel calcio e nella vita contano anche le coincidenze. A Firenze, ad esempio, sono arrivato dopo nove mesi di stop e adesso mi rendo conto di come fosse quasi impossibile giocarsela con calciatori del calibro di Vieri, Mutu, Pazzini e Osvaldo. A Bologna, invece, non posso dire nulla. Assieme ai miei compagni abbiamo vinto il campionato e poi sono stato messi fuori rosa. Ripeto, le coincidenze negative..."