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Caressa: "Conferenza surreale di Gravina: non resterà. Ecco le opzioni per il futuro"

di Redazione FV

Fabio Caressa, giornalista di Sky Sport, ha parlato sul proprio canale Youtube dalla crisi del calcio italiano all'indomani della terza esclusione consecutiva dal Mondiale. Queste le sue parole a partire dalla conferenza di Gravina: "È stata surreale, fantascienza, multiverso. Sono contento che Gattuso non sia il capro espiatorio. Tra tutti è il meno colpevole. Quand'è stato scelto, si sapevano le sue caratteristiche e si è comportato esattamente come sapevamo che si sarebbe comportato. Sono convinto che nella sua testa l'idea delle dimissioni sia balenata subito, così come in quella di Buffon. Penso che si siano parlati con Gravina prima della conferenza stampa e che quest'ultimo gli abbia chiesto di tenere duro fino a giugno perché se si fossero dimessi subito Gattuso e Buffon, Gravina avrebbe dovuto fare lo stesso".

Sulle parole di Gravina in merito agli altri sport, il telecronista di Sky ha così risposto: "Ho sentito cose surreali, come che gli altri sport sono dilettantistici. Andateglielo a dire a chi si allena quattro anni per le Olimpiadi. Moto, macchine e tennis sono sport da dilettanti? E come loro anche la pallavolo? Ma che si sta dicendo? Io resto esterrefatto. Un leader, poi, deve prendersi le sue responsabilità. Io stimo Gravina, so che ha provato a fare delle riforme, ma non le ha fatte. Il leader deve prendersi le responsabilità. Se uno non riesce a fare le riforme è perché l'interlocuzione è fallita, per esempio con la politica".

Il giornalista si sofferma anche sulle mancate dimissioni del presidente della FIGC: "Poi Gravina dice che deciderà il Consiglio Federale sulla sua posizione. Ma se il leader di un'azienda vede l'azienda tracollare finanziariamente, secondo voi lo tengono? Ovviamente no, a meno che l'azienda non sia sua. E se dice 'deciderà il consiglio Federale' dà proprio quest'impressione: l'impressione di proprietà del calcio. Ma il calcio è di chi lo guarda. Perché se non lo guardano i calciatori, gli allenatori, le federazioni, le leghe, noi giornalisti… Nessuno ha più il proprio lavoro. Io non mi tiro fuori. Negli errori, commessi da tutti, ci sono anche gli errori di chi lavora nella comunicazione, come noi giornalisti".

Continua: "Nel nostro calcio non funziona più niente: economicamente, nella crescita di talenti, nelle giovanili, il mercato. Arrivano orde di giocatori inutili dall'estero. Ma davvero noi nelle serie minori non abbiamo giocatori migliori di alcuni di quelli che sono arrivati? Ora è inutile fare l'elenco delle riforme, non è tanto difficile da identificare le riforme da fare. Ma se tutti sappiamo cos'è che non va, perché in 12 anni non siamo riusciti a fare nulla? E perché non ci si prende le responsabilità?".

Ecco il pensiero di Caressa sul futuro della Nazionale: "Ora gli scenari sono tre. Il primo è le non dimissioni di Gravina, ma già vi dico che non resterà. Il secondo è un commissario per un anno e mezzo, scelto dal CONI. Il terzo è il commissario per arrivare alle nuove elezioni. Si è fatto il nome di Malagò, ma a me i nomi interessano fino a un certo punto adesso. A me interessa che vengano scelti uomini che fanno le cose, che parlano a fanno capire alle parti che o cambiamo subito o sprofondiamo tutti insieme: squadre, leghe, arbitri, tifosi, commentatori, tutti. Io sono del parere che bisognerebbe vedersi, tutti insieme, per trovare le idee. C'è bisogno di uno Stato generale del calcio italiano. Credo che la politica qualcosa possa fare ed è importante farlo perché il calcio è un comparto industriale importante. Ma non fatemi più sentire conferenze stampa come quella di ieri. Non fatemi sentire la parola 'eroici' per la squadra. Non fatemi sentire la parola 'compattezza'. Perché prima con Spalletti il gruppo non era compatto? 'Il gruppo si voleva bene', ma cos'è una gita scolastica? Gli altri gruppi non erano compatti?".


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