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DRAGOWSKI, FR7 CI FA RIDERE. VIA LA BARBA? NO, SARÒ UN VICHINGO. LA PRESSIONE E IL 69...

di Redazione FV
Fonte: ViolaChannel

Il portiere della Fiorentina Barlomiej Dragowski è stato coinvolto questa mattina nell'iniziativa del club viola chiamata #OneTeam, dove l'estremo difensore si è cimentato nella risposte a domande arrivate via-social da parte dei tifosi. Questi i principali concetti emersi nel corso della chiacchierata con il polacco, autore fin qui di un buon inizio di stagione: "Questo per me è il quarto anno a Firenze, sto molto bene qua e si vede. Come si fa a diventare portiere? Bella domanda... non c'è una risposta: sicuramente uno deve dare il 100% ogni giorno, allenandosi. La nostra posizione è molto individuale, spesso stiamo per molto tempo senza far nulla e mi devo allenare su queste cose. In campo non ci si può dimenticare del ruolo che ricopri. La mia parata più bella? La miglior cosa per un portiere è quando fai un clean sheet. Ogni parata è bella, l'importante è che non entri in porta il pallone. Per quale squadra tifavo? Ho sempre sostenuto la squadra della mia città natale, lo Jagiellonia Bialistok. Il mio idolo? E' sempre stato Artur Boruc: ho provato a lungo a copiare tutti i suoi movimenti. Adesso mi piacciono molto Ter Stegen ed Alisson: cerco sempre di prendere da tutti qualcosa di diverso. Se ho sempre fatto il portiere? No, facevo l'esterno: correvo tanto! Ma dietro non me la cavavo bene... adesso il portiere deve essere completo, praticamente come un regista aggiunto visto che tutte le azioni passano dai loro piedi. Il posto più bello di Firenze? Casa mia sicuramente... è difficile elencare tre posti di Firenze, non esiste città più bella di questa. Il mio compagno di squadra preferito? Szymon Zurkowski: per fortuna è arrivato un polacco alla Fiorentina, anche se lo conoscevo da un po' di tempo. Ho comunque un buon rapporto con tutti i miei compagni di squadra. La musica che ascolto? In questo momento quella che ascolta Ribery, tutta in francese. Che impatto ha dato Ribery? Ci ha detto tante cose importanti: è un giocatore che fa la differenza perché ha tantissima qualità, fuori dal campo è una persona bravissima: ci sono poche parole per descriverlo. Per la squadra lui è molto importante perché ci fa anche ridere. Se mi taglierò la barba? No, voglio diventare un vichingo (ride, ndr). Il mio piatto preferito? La cucina italiana è la più buona al mondo... mi va bene tutto. Se sento la pressione? Le prime partite in A forse sì, la sentivo. Adesso che ho preso l'abitudine no: è normale che quando fai qualcosa di nuovo mi sentivo sotto esame, ora la pressione è positiva, mi carica e mi dà la forza. I tifosi viola? Ci aiutano molto, anche nel riscaldamento quando esco dagli spogliatoi: questo ci carica e ci permette di essere dentro la partita per 90'. Altri sport che mi piacciono? Tutti, dal basket al tennis passando per la pallavolo ma non ho mai avuto dubbi sul calcio. Il numero 69? La mia prima partita amichevole con lo Jagiellonia la giocai con questo numero: feci bene e da allora ho deciso di tenere questa cifra. Boruc, Fabanski o Szczesny? Dico il portiere della Juve anche se è difficile scegliere tra gli ultimi due, sono entrambi portieri di altissimo livello. Il mio preparatore Rosalen Lopez? Io posso dire solo una cosa, lo ringrazio per come stiamo lavorando: ci vogliamo bene e ci scambiamo sempre tanti sorrisi. Solo così possiamo crescere".