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FINANCIAL TIMES, Ritratto del Commisso presidente

di Redazione FV

Il Financial Times propone un ritratto di Rocco Commisso proprietario e presidente della Fiorentina, a seguito di un lungo incontro avvenuto a novembre, prima della gara interna contro la Sampdoria. L’autore dell’articolo (dal titolo "Rocco Commisso ha comprato una squadra di calcio. Da lì è iniziato il problema") evidenzia che, nonostante lo scenario idilliaco (terrazza panoramica dell’hotel in centro in cui risiede) alla domanda se Commisso si divertisse in questo ruolo, sono arrivate solo lamentele in risposta.

Tornando sulle provocazioni di maggio (nella conferenza (anti)stampa), ribadisce: “Chi non ha i soldi dovrebbe stare zitto”. L’autore dell’articolo spiega bene come il presidente rifugga la definizione di "zio d'America", rivendicando le sue origini, e la sensazione di mancanza di rispetto trasmessagli da Commisso, con tanto di presa visione dal suo cellulare dei tanti articoli scritti sul club tra cui, a suo dire, pochi in difesa della proprietà. Il calcio è la sua vita, è ciò che gli ha permesso di pagare gli studi e di lanciarsi poi anche nelle vesti di uomo d’affari.

Passando all’acquisizione del club, il Financial Times riporta alcune dichiarazioni di un collega proprietario di un club di A sul closing: “Si è buttato come incontro a un incendio: non ha fatto la diligence”. Così ha poi scoperto l’accordo in essere firmato dai dirigenti uscenti con Lian Sports, agenzia che fa capo a Fali Ramadani, alla quale era stato dato permesso di cedere cinque giocatori importanti in cambio di una commissione o, nel caso non fosse successo, di una penale erogata dal club viola.

Quella con gli agenti è una parentesi sofferta che ha avuto un ulteriore sfogo con Gattuso. Questa la versione riportata da FT: Gattuso ha chiesto giocatori a un certo prezzo, tutti rappresentati dal suo agente Mendes. “Non è il mio stile”, uno dei commenti che rilascia Commisso sul tema. “Una storia irreale e irrispettosa, non permetto a nessuno di approfittarsi di me”, tuona.

Parentesi Vlahovic: nonostante la riservatezza di Commisso, Financial Times apprende che International Sports Office, l’agenzia di Ristic che segue l’attaccante, chiede 8 milioni di euro solo per rinnovare il contratto e il 10% di un futuro accordo sia dalla Fiorentina che da chi l’acquisterà. “Vlahovic è cresciuto qui e dovrebbe dare riconoscenza al club”. Una società in cui Commisso ha immesso fin qui 340 milioni di euro.

Quindi, una visita al Viola Park, risorsa del cuore del presidente viola, nel quale non disdegna mai di fare da Cicerone con i suoi ospiti, come anche stavolta. Salutando ogni operaio edile, appare estasiato. Discorso differente invece sul Franchi, che Commisso commenta come “la cosa più merdosa mai inventata”. Sullo stadio non ha margine di manovra e, in risposta a chi sostiene che proteggano il patrimonio architettonico, si chiede: “Che storia ha, che hanno vinto due campionati in 90 anni?”. Il tema della burocrazia lo pervade, lui che si sente mecenate del rinascimento calcistico italiano. 

“Il calcio è una stronzata”, una delle altre frasi di Commisso, che si definisce un "animale strano", questa volta a un’ora di distanza dal match con la Samp. Tra superstizioni (non scende in campo a salutare i tifosi dopo che la cosa ha “portato male” con l’Empoli) e attesa della partita, Commisso, commentando il caos di quei giorni intorno alla Juventus (questione plusvalenze, che i bianconeri sostengono in regola) si lascia andare a un: “Negli USA gli azionisti farebbero causa ai bastardi, scusate il linguaggio”. Tra i punti dolenti del presidente, infatti, c’è anche il presunto gioco sporco degli altri e la convinzione che nessuno possa paragonarsi a lui (né Agnelli, né Zhang o Singer) per la fortuna realizzata e il modo in cui essa è arrivata.


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