Hakimi rinviato a giudizio per violenza sessuale. Il terzino: "È ingiusto"
Achraf Hakimi, difensore del Paris Saint-Germain, sarà processato per violenza sessuale. L'accusa, risalente a febbraio 2023, è stata mossa da una giovane donna che sostiene di essere stata molestata e poi violentata nell’abitazione del calciatore, conosciuto tramite Instagram. Il rinvio a giudizio è stato annunciato dall’avvocata del giocatore, Fanny Colin, dopo che il pubblico ministero di Nanterre aveva richiesto il processo presso la corte penale dipartimentale degli Hauts-de-Seine. Pronta è stata la risposta del terzino marocchino attraverso il suo account X: "Oggi un’accusa di stupro è sufficiente a giustificare un processo, anche se la contesto e tutto dimostra che è falsa. È ingiusto sia per gli innocenti sia per le vittime sincere. Attendo con calma questo processo, che permetterà alla verità di emergere pubblicamente". La difesa sottolinea che la presunta vittima avrebbe ostacolato le indagini, visto il rifiuto di sottoporsi agli esami medici, al test del DNA, l’accesso al telefono e la mancanza del nome di un testimone chiave. Due valutazioni psicologiche successive avrebbero inoltre evidenziato una mancanza di lucidità sui fatti denunciati e l’assenza di sintomi post-traumatici. La legale ha aggiunto: "Attendiamo questo processo determinati e combattivi affinché venga resa giustizia". Dall’altra parte, la parte civile, rappresentata dall’avvocata Rachel-Flore Pardo, ribadisce che le indagini hanno raccolto tutti gli elementi necessari per qualificare il crimine di violenza sessuale. Già alcuni mesi fa, e precisamente lo scorso settembre, Hakimi aveva già parlato pubblicamente all'interno di una trasmissione su Canal+, negando fermamente: "So di non aver fatto nulla e non lo farei mai".