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Italia, Galliani: "Dopo ieri c'è tristezza. La Serie A non è più di arrivo ma di transito"

di Redazione FV

Adriano Galliani, ex amministratore delegato sia del Monza che del Milan, ha parlato ai microfoni di Sky Sport commentando l'uscita dell'Italia dai mondiali nel playoff contro la Bosnia. Queste le sue parole: "Non cominciamo con i de profundis. Un po' di tristezza c'è, certo, come tutti gli italiani. Ieri sera ero in un ristorante pieno di bandiere, pensi che io la prima partita che ho visto di una Nazionale è stata Svizzera-Italia 4-1 nel Mondiale del '54. In questi settanta e più anni ho avuto tante gioie, abbiamo comunque vinto altri due Mondiali dopo quelli dei Trenta, e fatto tante finali. Il calcio e lo sport sono così, fatti di up and down. Purtroppo è stato un martedì tristissimo, dopo la domenica meravigliosa di Sinner, Bezzecchi e Antonelli".

Come spiegarsi il livello attuale del nostro calcio?: "Certamente è cambiato tutto. Pensate alle vittorie dei club e della Nazionale, che è figlia del campionato, negli anni Novanta. In questo momento solo il 30% dei giocatori di Serie A sono selezionabili. Ormai il nostro non è più un campionato d'arrivo ma di transito, l'ultimo Pallone d'Oro che giocava in Italia risale a vent'anni fa, era il nostro Kakà nel 2007. Per tre volte il Milan ha avuto i primi tre, una volta addirittura tutti i primi sei. È cambiato tanto, tutto. E l'analisi deve essere più approfondita di quanto sto leggendo e vedendo. Ricordiamoci che nel 1990 l'Italia vinceva la Coppa dei Campioni, la UEFA e la Coppa delle Coppe. Anni meravigliosi, con finali giocate da squadre italiane. Il fenomeno calcistico si è abbassato. A me piacciono molto le statistiche e i numeri, in Serie A la velocità del giro palla è tra le più basse in Europa, così come gli sprint. E poi in Nazionale non c'è un allenatore ma un selezionatore: cosa doveva fare Rino, avendo avuto i giocatori alla domenica sera per il giovedì? E poi dico che il fallo di Bastoni era da rosso, ma non mi sembrava così diverso da quello di Muharemovic, che ha preso solo giallo. E poi ci sono mille altre cose, tanti ragionamenti da fare per i quali serve uno sguardo più a 360 gradi rispetto a individuare un colpevole, che sia il presidente federale, il ct o le componenti".


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