Italia, Gatti: "Avvertiamo la pressione di un paese intero. Dzeko forte, la carriera parla per lui"
Federico Gatti, difensore della Juventus e attualmente impegnato con la Nazionale italiana nella corsa verso il prossimo Mondiale, è intervenuto ai microfoni di Rai Sport alla vigilia della finale playoff contro la Bosnia, in programma martedì sera. Il centrale ha però prima fatto riferimento alla vittoria ottenuta giovedì contro l’Irlanda del Nord: "La priorità era vincere e conquistare l’accesso alla finale. Adesso ci giocheremo tutto in una sfida da dentro o fuori, e ci stiamo preparando al meglio".
Alla domanda sui timori legati al passato emersi durante la gara di Bergamo, ha risposto: "Non li ho vissuti in prima persona, ma si percepisce una certa pressione, il peso di rappresentare un intero Paese. Allo stesso tempo serve anche leggerezza: la posta in palio è altissima e dobbiamo arrivarci nella miglior condizione, senza disperdere energie inutilmente nei giorni precedenti".
Su eventuali sentimenti di rivalsa, Gatti ha aggiunto: "Sì, ci sono, ma adesso conta solo questa partita fondamentale. Dobbiamo raccogliere tutte le energie possibili. Sono convinto che ci sarà grande spirito di sacrificio, la voglia di lottare uno per l’altro: con questo atteggiamento arrivano sempre i risultati. Poi sarà il campo a parlare, ma ci aspetta una gara molto difficile. Non ho mai giocato in Bosnia, ma mi hanno detto che lo stadio è piccolo e il pubblico è molto vicino: sarà una battaglia intensa".
Gattuso è il vostro condottiero?: "Il mister ha portato brillantezza ed energia. I risultati poi aiutano a consolidare il gruppo, deve essere un percorso".
I bosniaci hanno alzato già i toni della contesa. Vi aspettate un ambiente ostile? Può essere una motivazione?: "Sì ma dobbiamo pensare a noi stessi. Non mi piace parlare prima delle partite, al giorno d'oggi chiunque si sente in grado di poter giudicare. Questa è una partita che può cambiarci il futuro, dobbiamo vederla in quell'ottica lì e basta. I discorsi lasciamoli agli altri".
Un campo come quello di Zenica svantaggia la tecnica, lo avete valutato?: "Ho giocato in campi peggiori. Non so che condizioni potranno esserci, ma dovremo essere pronti a tutto, la partita è talmente importante che quel che sarà, sarà, ma dovremo dare il 110%".
Cosa significa sfidare Dzeko?: "Ci ho giocato contro al primo anno di Juventus, contro l'Inter: attaccante molto forte, la sua carriera parla per lui. Cercheremo tutte le energie per portarci a casa una partita che può cambiare il futuro di ognuno di noi, e giocheremo per la nazione".