.

BEPPE CENTRA L'OBIETTIVO. E ORA TESTA AL MERCATO

di Andrea Giannattasio

Quarantanove punti, decimo posto e parte sinistra della classifica blindata. Non era forse quello che i tifosi viola sognavano un anno fa, quando a Firenze si è presentato per la prima volta Rocco Commisso, ma certamente il massimo a cui la Fiorentina poteva aspirare dopo il cambio di guida tecnica a fine dicembre, quando la squadra era a +3 sulla zona retrocessione e la fiducia verso Vincenzo Montella era ai minimi termini. Inutile girarci attorno, Beppe Iachini ha portato a termine il suo compito in modo assolutamente dignitoso, con una salvezza ottenuta a quattro giornate dalla fine, il massimo dei punti a cui potesse aspirare (e senza le “dormite” arbitrali con Lazio e Roma magari Pezzella e compagni sarebbero potuti essere ancora più in alto) e, soprattutto, una sintonia nello spogliatoio che lascia ben sperare in vista dell’anno prossimo, visto che a spingere per la conferma del tecnico sono stati due big come Chiesa e Ribery. A conti fatti, la sua Fiorentina da gennaio ad oggi ha viaggiato ad un ritmo di 1,6 punti a gara, che sarebbero stati in tutto 60 se l'allenatore ascolano fosse arrivato prima a Firenze. L'Europa, dunque, sarebbe stata nel mirino già quest'anno.

Adesso rompete le righe (almeno fino al 20 agosto) e poi di nuovo testa al campo, con la preparazione che inizierà a Firenze e che potrebbe tenersi del tutto in città, visto che al momento il club ha scelto di non spingere su altre ipotesi (per ora resta in stand-by anche l’ipotesi Montecatini). A farla da padrone sarà dunque il mercato: il ds Pradè non farà per il momento ferie e rimarrà in Toscana per capire quali saranno le prime mosse da intraprendere per modellare la Fiorentina 2020/21. Due i nodi da sciogliere prima di subito: i rinnovi di Vlahovic e di Milenkovic o, eventualmente, le loro cessioni. Poi toccherà al capitolo Chiesa, sul quale il presidente Commisso nella giornata di ieri ha ripetuto quello che ormai è diventato un ritornello conosciuto: la speranza in seno al club viola è che il numero 25 possa restare ma se l'esterno spingerà per la cessione - a fronte di un offerta congrua - l'addio sarà pressoché certo. E poi ci sarà tutto il contorno, ovvero un mercato che dovrà portare alla Viola un rinforzo per ogni reparto: un centrale in caso di addio di Pezzella e/o Milenkovic, un regista per sostituire Badelj e un vero centravanti. Il lavoro, dunque, non mancherà.