.

BILANCI E STRAPPI DA RICUCIRE

di Tommaso Loreto

Inutile girarci intorno, le premesse sorte subito dopo il fischio finale di Fiorentina-Juventus (e comunque al tramonto del terzo anno dell'era Commisso) erano altre. L’aria di festa, che pure già pareva non coinvolgere troppo qualche elemento, invece è durata pochissimo, rimasta persino sospesa tra un incontro bis da organizzare con il tecnico (sul quale nessuno esprime certezze a cominciare da Commisso) un tentativo in extremis per recuperare lo strappo con uno dei simboli della stagione e un lungo promemoria inerente bilanci del passato e dell'immediato futuro.

Perchè nel suo intervento dagli States Commisso può ammorbidire qualche tono, pur mantenendo la vena battagliera, ma più che altro sembra giocare più in difesa di quanto non sappia fare il suo allenatore, decisamente più in grado di spingere gli animi all’attacco come fa con la squadra alla ricerca del gol. Fuor di metafora ricostruzioni o previsioni sulla vicenda Vlahovic testimoniano una cicatrice ancora fresca, e magari taluni paragoni rischiano di essere ribaltati nei prossimi anni, ma quel che più stempera i recenti brividi europei sono i rimandi economici, questioni inevitabilmente già ben affrontate da queste parti.

Se risentir parlare di plusvalenze e saldi a disposizione per le prossime trattative (sui 50 i milioni a disposizione ha fatto sapere Commisso) non può che riportare la memoria a tempi recenti è la sensazione che il programma sportivo ne risenta eccome a raffreddare - non poco - gli entusiasmi. Senza contare che a giudicare dai chiar di luna attuali sul fronte Torreira l’ennesimo scontro  tra le parti in causa non pare aver sortito grandi effetti. Quasi che a scadenze regolari in casa viola andasse sempre e comunque perduta la diplomazia.

Insomma non che sia comprensibile il tema (nevralgico) del bilancio tirato in ballo da Commisso, e conseguentemente anche dello stadio con tutto ciò che ne consegue, ma è chiaro che all’indomani del primo vero traguardo raggiunto dalla nuova proprietà straniera ci si aspettava più spazio ad ambizioni al rialzo (fosse solo per la partecipazione a una nuova competizione o anche solo per cessioni pesanti che in un modo o nell’altro hanno fatto respirare le casse societarie) che non la strenua difesa di una stagione che tutti hanno comunque celebrato come più che positiva.