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BUONANOTTE AI SOGNATORI

di Tommaso Loreto

E' un nuovo capitolo. Un argomento da qualche anno riposto semplicemente nel cassetto in attesa di tempi migliori. Quello dei sogni, dell'emozionalità del calcio che pian piano si va perdendo. Stritolata tra le dinamiche di un calcio sempre più nuovo e brutto almeno alle latitudini italiane (altrove non è così) e la messaggistica assortita che la proprietà viola ha collezionato nell'ultimo decennio. 

Parlare di sogni, in ambito di Fiorentina, non è mai stato semplice. Perchè se dal campo qualche annata ha spinto davvero a sognare, nei piani alti del club la strada lungo la quale coltivare i sogni è sempre stata tortuosa. E spesso descritta con la calligrafia del bilancio, del gap con altre società, degli investimenti misurati al fair play finanziario. E, chiramente, comunque intrecciata al bisogno di uno stadio di proprietà che, otto anni dopo la primissima presentazione, resta ancora tutto teorico

In mezzo a plusvalenze diventate più famose di calciatori che hanno lasciato il segno con il gol s'incastra l'attuale Paulo Sousa. Il tecnico ancora oggi ha riaperto quel vaso di Pandora esploso a gennaio scorso. Un vaso che da più parti si è provato a ricostruire incollando i pezzi rotti, e che oggi Sousa racconta con la metafora di un richiamo alla realtà. "Ho spinto il sogno l'anno scorso, mi hanno imposto il realismo" ha ribadito oggi in sala stampa.

Non è per la verità il solo concetto pesante riferito dal portoghese (anche il riferimento al carattere della squadra impossibile da cambiare non è da poco, ancor più se considerato alla luce di come potrebbero pensarla gli stessi calciatori), ma certamente uno degli ambiti più scottanti dell'universo Fiorentina. Perchè se c'è qualcuno che avrebbe invece bisogno di sognare (se non nel calcio o nello sport, in cos'altro in tempi magri come questi?) sono proprio quei ventimila abbonati che questa estate non hanno esitato.

Nè sono stati realisti. E non lo stati nemmeno mercoledì scorso, per esempio, quando si sono presi una valanga di pioggia per vedere la scarsa intensità mostrata al cospetto del Crotone. Dopo anni in cui, praticamente, i tifosi in questione hanno studiato più il bilancio che altro, che anche l'allenatore mettesse il carico sul realismo (nei confronti di tutti, squadra inclusa) non sembra propriamente un'ottima idea. Per tanti motivi.