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Caso Iran Femminile. Critiche verso Megan Rapinoe per il silenzio sulla vicenda

di Stefano Berardo

La questione della Nazionale Femminile di calcio iraniana continua a far discutere. Nuovi capitoli si aprono sulla vicenda mentre la squadra si trova in questo momento a Kuala Lumpur, capitale della Malesia, in attesa di capire come tornare a Teheran data l’impossibilità di farlo per via aerea a causa della chiusura dello spazio aereo sopra il territorio iraniano. Ma stavolta la notizia non riguarda altre calciatrici della nazionale persiana, bensì una ex calciatrice – americana – che ha fatto la storia di questo sport e che è stata aspramente criticata per il suo silenzio sulla vicenda.

Il conduttore televisivo britannico Piers Morgan si è di fatto scagliato contro Megan Rapinoe a causa del suo “reticente silenzio sulla questione”. Il giornalista inglese – ospite di una trasmissione televisiva negli Stati Uniti – ha proseguito sottolineando che la fama di un personaggio come l’ex calciatrice statunitense, pallone d’oro 2019, sempre pronta a battersi per i diritti delle donne, avrebbe avuto un risalto importante nella vicenda in questione. "Preferiscono fare campagna affinché uomini biologici distruggano lo sport femminile piuttosto che preoccuparsi affinché queste giovani atlete eroiche aiutino a salvare le loro vite", ha attaccato Morgan. Le sue dichiarazioni si riferiscono ad un articolo del New York Post che riprendeva un podcast a cui era intervenuta la stessa ex calciatrice americana ha ferocemente criticato la nazionale di hockey maschile per aver accettato l’invito di Donald Trump alla Casa Bianca dopo la vittoria dell’oro olimpico alle Olimpiadi di Milano-Cortina, definendo i membri della formazione vincitrice in Italia come dei “clown ospiti di un altro clown”. Morgan ha poi rincarato la dose: “il suo silenzio e quello di altre presunte femministe è schiacciante e ipocrita”. Per ora Rapinoe non ha voluto replicare alle critiche del giornalista britannico ma non è escluso che nelle prossime ore o nei prossimi giorni risponda a Morgan.

Intanto, in Australia, una delle sette ragazze che aveva chiesto asilo ci ha ripensato contattando la propria ambasciata sull’isola chiedendo di poter tornare col gruppo delle restanti calciatrici persiane a Kuala Lumpur. Il ministro dell’interno australiano Tony Burke, nel corso di un intervento in Parlamento, ha dichiarato che alla ragazza che ha voluto riunirsi alla squadra è stato offerto tutto l’occorrente per rimanere. Tuttavia mettendosi in contatto con la propria ambasciata – ha proseguito il titolare del dicastero – ha svelato il luogo segreto dove le sei calciatrici e il membro dello staff sono state portate. Il Ministro ha però rassicurato che le ragazze sono state spostate in un’altra località e il Governo australiano continuerà ad assisterle in tutto e per tutto.


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