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CHI METTE IN DUBBIO IL NOSTRO ORGOGLIO FIORENTINO HA LA MEMORIA CORTA

di Sonia Anichini

Devo dire che fino a qualche tempo fa ero dell’idea che avrei visto volentieri lo scudetto al Napoli invece che alla solita Juventus, ma piano piano sto cambiando idea o meglio non mi fanno simpatia nessuna delle due squadre e mi sta innervosendo tutto quello che sento dire e che è stato montato su da una dichiarazione del signor Caressa, che sicuramente non conosce bene i fiorentini. Voglio cominciare dandogli un accenno storico per far capire come noi a Firenze non ci pieghiamo facilmente al volere dei potenti. Nel 1530, mentre la nostra città era assediata dalle truppe imperiali di Carlo V, la popolazione si ritrovò in piazza Santa Croce e giocò una partita di calcio tanto per far intendere di non considerare importante la presenza dell’invasore.

Questo per fargli conoscere come noi abbiamo dato il la al gioco del pallone e lo abbiamo fatto facendoci beffa di chi voleva schiacciarci e la rievocazione, che tutti gli anni viene fatta, serve a rimarcare il nostro orgoglio di fiorentini. Quindi trovo decisamente antipatico che qualcuno metta in dubbio il nostro amore per la nostra città e di conseguenza per la nostra Fiorentina. Probabilmente chi ci fa la morale “a Firenze parlano di scansarsi, queste cose non mi sono mai piaciute”, di dichiarata fede romanista, si dimentica che nel ’93 il buon Carnevale “sbagliò” un gol a porta vuota contro l’Udinese (che divenne poi la sua squadra) condannando la Viola alla serie B. A pensar male…

Domenica giocheremo la nostra partita, senza fare favori a nessuno se non a noi stessi. Sappiamo benissimo che il valore tecnico fra noi e partenopei ci vede surclassati alla grande, ma guai a chi tira indietro la gamba. Sento molti gobbi dire che tiferanno per noi e vorrei dirgli che io mai e poi mai ho tifato per loro, né in Italia né all’estero. Se leggiamo le formazioni, viste anche le assenze, non abbiamo scampo ma contro le big la Fiorentina ha sempre fatto buone prestazioni e ha dalla sua la tranquillità di non avere niente da perdere, se non l’ipotesi settimo posto sempre più complicato dopo le ultime prestazioni.

Se contro gli juventini la rivalità ha ormai radici storiche, devo dire che nei confronti del Napoli ho ancora indelebile il ricordo della finale di Coppa Italia a Roma e tutto quello che successe. Per rimanere ai giorni nostri, li ho trovati poco partecipi alla tragedia che ci ha colpito (due soli partecipanti al funerale di Astori) ed è stata l’unica squadra che ha giocato senza lutto al braccio. Ci aggiungo poi una nota femminista, visto quanto pronunciato da Sarri nei confronti di una giornalista “Sei donna, sei carina e non ti mando a fanculo per questi due motivi”.

Ecco, e noi dovremmo scansarci per favorire intenzionalmente qualcuno fra Juve o Napoli? Decida il campo, ma noi riempiamo gli spalti per far sentire il nostro sostegno alla squadra e per spronarli a non mollare mai.

La Signora in viola