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Commisso e Firenze, un amore nato con Catherine e rafforzato a tavola

di Luciana Magistrato

A Firenze non è più tornato dal mese di aprile, ma Rocco Commisso aveva la città nel cuore e il giglio sul petto regalato al primo incontro a Palazzo Vecchio dall'allora sindaco Dario Nardella. Grazie anche all'amore scoccato proprio a Firenze con la moglie Catherine, calabrese come lui e conosciuta da ragazzina, da poco avevano festeggiato 50 anni insieme. Ed uno dei luoghi simbolo di quell'amore era Fiesole come ha sempre raccontato il presidente, visto che erano stati in vacanza nell'hotel più panoramico della cittadina alle pendici di Firenze. E grazie all'amore di Catherine per Firenze, appunto, Commisso si è convinto a comprare la Fiorentina: "Senza di lei non so se lo avremmo concluso" raccontava.

E con la moglie Rocco amava frequentare la città, sia quando ha fatto tappa negli hotel del centro, dal Savoy all'Excelsior passando Plaza hotel Lucchesi, sia dopo aver acquistato casa vicino piazza Pitti, ora in ristrutturazione. In centro Rocco amava accompagnare la moglie anche a fare la spesa come mostrò una foto davanti al banco delle verdure, con la semplicità che lo contraddistingueva. Commisso amava la buona cucina e non disdegnava le buone trattorie come i ristoranti più chic, passando dalla trattoria Mario alla "Buca di San Giovanni" dove amava pranzare magari dopo la messa in Duomo, dai 13 Gobbi e Palazzo Tempi al Golden View vicino casa come pure il ristorante "Grazie Assai" vicino allo stadio.

Quando conobbe l'architetto Marco Casamonti andò a mangiare alla cantina Antinori nel Chianti, realizzata proprio dallo studio fiorentino e che ha ispirato con le sue scale ecoidali anche il centro sportivo, mentre acquisito il terreno dove poi ha fatto costruire appunto il Viola Park andò a festeggiare con l'allora sindaco di Bagno a Ripoli Francesco Casini alla "Tommasina" alla Capannuccia. Insomma la città metropolitana gli piaceva a 360 gradi. Una delle ultime cene in Toscana l'ha fatta invece a Prato nel locale di Giovanni Nigro, il costruttore del Viola Park, in assoluta allegria. Per lui non erano solo rapporti di lavoro insomma. E in qualche occasione ha intrattenuto gli altri ospiti con la sua amata fisarmonica magari suonando l'inno della Fiorentina, come ha raccontato anche lo stesso Casamonti. Amante delle tradizioni Commisso ha partecipato anche ad un paio di edizioni del calcio storico poi la malattia e la lontananza gli ha impedito di esplorare oltre la città costringendolo a rimanere in America.


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