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DON MAX, Nell'omelia: "Davide insegnava che..."

di Redazione FV
Fonte: dall'inviato Andrea Giannattasio

Questi alcuni dei passaggi più intensi nel corso dell'omelia recitata da Don Massimiliano Gabbricci, in città da tutti conosciuto come Don Max, nel corso della messa in suffragio di Davide Astori dalla Basilica di San Lorenzo:

"Significativo e bello che proprio oggi, ad un anno dalla sua scomparsa, siamo qui nella sua Firenze, e mi permetto di dire così visto lo straordinario legame che si era creato, e non è casuale. Fraternità è la parola che lo rappresenta. Chi lo ha conosciuto lo ha sperimentato, il suo essere insieme con le persone che frequentava, in modo semplice ed umile ma non per questo meno forte e significativo. Ha lasciato questo segno, anche nella squadra viola di cui era capitano. Ha immesso negli altri questo seme di condivisione, di bontà, di incontro... E lo ha lasciato in tutti noi questo segno. Amo pensare che abbia lasciato un segno a forma di sorriso che non andrà mai via, nel nostro cuore. Ha lasciato un frutto nella nostra città, un frutto che ancora deve germogliare e che siamo chiamati a non sprecare. Questa è la volontà del Signore e certamente quella di Davide che ci guarda dal Paradiso. Il nostro compito ora non è solo di ricordarlo con belle parole, non bastano più, ma con testimonianza, gesti concreti e impegno. Affinché trionfino sentimenti e valori che Davide ha portato, e non altre cose che invece minacciano la bellezza di questo mondo. Vi racconto solo due testimonianze che ho avuto dai miei ragazzi in questi giorni. Un ragazzo della San Michele, dove esercito il mio ministero pastorale, ed uno nella mia scuola in cui insegno come professore. Davide ci ricordava più volte che i ragazzi ci insegnano, mentre tante volte siamo convinti del contrario. Siamo chiamati a metterli sulla giusta strada, sì, ma dobbiamo ascoltarli di più. Uno dei ragazzi della mia comunità ricordava quando venne alla San Michele alla fine del 2017, e che quando aveva parlato gli si erano illuminati gli occhi. Il mio studente invece mi ha chiesto se poteva venire alla messa anche se non è credente. Gli ho detto di venire lo stesso, e lui mi ha detto che ora che Davide era insieme a Dio, lo avrebbe avvicinato a lui. I ragazzi hanno il cuore puro che non abbiamo e guardano più avanti. Grazie Davide, come disse Badelj ci ha insegnato ad avere il cuore puro dei bambini, che nella semplicità è nascosto il segreto delle cose più grandi. Ci ha indirizzati verso un mondo migliore, ora mettiamolo in pratica: Firenze diventi una testimonianza per tutti".