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Femminile: da Reggio Calabria verso il Brasile. Azzurre chiamate ad una nuova impresa. Primavera viola al riscatto tra Viareggio e Coppa Italia

di Stefano Berardo

È iniziato da Reggio Calabria, uno dei punti più a sud dello stivale, il viaggio che dovrebbe condurre le Azzurre del CT Soncin verso la qualificazione alla Coppa del mondo di calcio femminile che si disputerà in Brasile nell’estate del 2027. Il sorteggio del girone di qualificazione non è stato magnanimo, riproponendo una serie di sfide che l’Italia ha già disputato e ripetuto in passato e che ogni volta hanno lasciato strascichi, sia a livello positivo che negativo. Ovviamente le cose cambiano tra una sfida e l’altra, vale per noi tanto quanto per le scandinave ecco perché la partita di Reggio Calabria assume già un segnale indicativo sulle difficoltà che la Nazionale femminile dovrà affrontare in vista dell’obiettivo finale: staccare il pass per il Sudamerica.

Al Granillo di Reggio Calabria però le Azzurre impattano 0-1 contro la Svezia. La maledizione contro le scandinave purtroppo prosegue. L’Italia non vince contro le svedesi dal lontano 2019 ormai. Basta un goal della centrocampista del Real Madrid Filippa Angeldahl dalla distanza alle ospiti per prendersi i tre punti e indirizzare bene il cammino di qualificazione alla Coppa del Mondo. Italia non lucida e poco brillante, punita anche da un errore – l’ennesimo – di una Laura Giuliani non al massimo della forma. Il portiere del Milan infatti si infortuna sul tiro della calciatrice in forza al club madrileno. Nella ripresa le Azzurre giocano meglio ma i cambi del CT Soncin sono tardivi e poco incisivi. L’occasione più ghiotta arriva nel finale con un colpo di testa di Dragoni salvato sulla linea di porta. In campo dal primo minuto la capitana viola Emma Severini la cui gara è stata opaca e senza acuti, rimpiazzata al settantacinquesimo da Giada Greggi.

Non c’è tempo per riflettere però, perché tra pochi giorni l’Italia scenderà di nuovo in campo contro la Danimarca a Vicenza. Il CT Soncin è chiamato quindi a risolvere le situazioni problematiche onde evitare che l’Italia incappi in un altro inciampo nella gara contro le danesi. Mettere in casa una quantità sufficiente di punti consentirebbe all’Italia di affrontare le sfide di ritorno in trasferta con un piglio diverso. Ricordiamo che le prime della classe dei gironi di qualificazione saranno di diritto qualificate al Mondiale, le secondo e alcune delle migliori terze saranno chiamate invece ad affrontare un mini torneo di spareggio per guadagnarsi l’accesso alla competizione. L’Italia può ambire al primo posto del girone, Svezia permettendo, ma la sensazione è che la nostra Nazionale cercherà di raggiungere la fase finale tramite i play-off che potrebbero consentire alle Azzurre di ritrovarsi di fronte ad una formazione più abbordabile.

Lasciamo il capitolo azzurro e torniamo a Firenze dove apriamo una parentesi interessante sulla Primavera Femminile. Il motivo è piuttosto evidente: lo scorso ventisette febbraio finalmente siamo riusciti ad ascoltare la voce del tecnico della formazione under 19 viola Simone Gori. Le parole del tecnico meritano attenzione per quanto detto su ciò che è stato fatto e su ciò che ancora si può fare. È risaputo che la Primavera viola è fuori dalla scorsa scudetto e questo lo stiamo dicendo noi da settimane ma l’ha capito anche l’allenatore gigliato. Ragion per cui le energie si concentreranno maggiormente sulla doppia semifinale col Parma con l’obiettivo di raggiungere la finale di Coppa Italia di categoria. Sarebbe la seconda volta in due edizioni per la Fiorentina, un ottimo risultato, con la speranza stavolta di riuscire ad alzarla, ma questo è un altro discorso che si vedrà qualora si dovesse raggiungerla. C’è poi il Torneo di Viareggio che a breve dovrebbe partire con la Fiorentina che è stata invitata dopo un anno di assenza. E qui le parole dell’allenatore aprono ad uno scenario non esattamente in linea con quelle che dovrebbero essere le premesse societarie, cioè scendere in campo per vincere. Il coach toscano ha sostanzialmente fatto intendere che alla rassegna viareggina è intenzionato a schierare le ragazze che hanno trovato meno spazio nell’arco del campionato per vari motivi. Sicuramente le ragazze coinvolte daranno il 110% quando scenderanno sul terreno di gioco e affronteranno le loro avversarie – tra le quali ricordiamo ci sono le pari età della Juventus Women -. Ma le parole di Gori suonano come una vera e propria non presa in considerazione di un torneo che ha rilievo e ambito a livello internazionale. Il Torneo di Viareggio è sempre stata una vetrina importante per i talenti della Primavera, offrendo loro la possibilità di confrontarsi con realtà proveniente da Europa, Asia, Africa e America. Quando poi la UEFA ha deciso di creare la Youth League purtroppo la rassegna toscana ha perso molto appeal e ad oggi vi partecipano non più le formazioni Primavera ma le Under 18. Tuttavia a livello femminile, per quanto piccolo sia, è pur sempre l’occasione di mettere in bacheca un trofeo riconosciuto a livello internazionale oltre che alla possibilità di ammirare e seguire talenti nostrani, e non solo, legati al calcio femminile. La Fiorentina Primavera Femminile, sin dai propri albori, non è mai riuscita a vincere né uno scudetto né una Coppa Italia.. E allora perché non provare a riempire la bacheca con un Torneo di Viareggio dando senso ad una stagione particolarmente traballante? 


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