Femminile: disastro contro il Napoli, l’Europa si allontana. Mercato nullo. Bonfantini ai saluti. Pinones-Arce sempre più solo
Una settimana in chiaroscuro quella vissuta dalla Fiorentina Femminile. Ottenuto il passaggio del turno in Coppa Italia Femminile ai danni del Milan, le ragazze viola incappano nell’ennesimo KO stagionale. Il Napoli – società che è giusto ricordare spende un terzo di quanto spende la dirigenza toscana nel femminile – vince pure la gara di ritorno in campionato facendo sei punti su sei contro la Fiorentina. La sconfitta al Viola Park arriva dopo l’ennesima prestazione positiva da parte della squadra, anche se gli esperimenti del tecnico svedese Pinones-Arce stanno iniziando a costare caro. Anche col Napoli, si è vista una formazione del tutto sperimentale. Per la prima volta in stagione, si è vista dal primo minuto – e nella sua posizione naturale – Agnese Bonfantini che ha disputato una splendida gara. Omarsdottir indietreggiata e Janogy falsa punta non portano i risultati sperati. Risultato: doppio vantaggio ospite a fine primo tempo (tra l’altro con solo due azioni offensive) e quarantacinque minuti buttati alle ortiche. Nella ripresa l’ingresso di Severini per Curmark infortunata e autrice dell'ennesima performance nulla, riequilibra le carte ma il goal di Omarsdottir arriva troppo tardi. Certo il Napoli Femminile ha i suoi meriti. In due azioni offensive ha sfruttato le incertezze di un reparto difensivo alla deriva, e le parate del nuovo portiere arrivato nel mercato estivo Thisgaard hanno permesso alla squadra di Sassarini di strappare altri tre punti d’oro. Ma è evidente che all’interno della Fiorentina qualcosa non va e il tecnico Pinones-Arce sembra sempre più isolato. Tra l’altro, sui social, ormai è un susseguirsi di commenti che ne chiedono l’allontanamento o che identificano in lui il punto debole di questa Fiorentina. Ma siamo davvero sicuri che sia lui il problema?
Il calciomercato invernale si è chiuso lunedì alle venti, al pari di quello maschile, proprio pochi minuti dopo il fischio finale della gara contro il Napoli. La Fiorentina ha ufficializzato un solo innesto: quello dell’islandese Eikisdottir (che col Napoli non è nemmeno subentrata). Atleta sulla quale abbiamo preso qualche informazione e sebbene qualche sua compagna di Nazionale ce l’abbia descritta come forte e in grado di aiutare la squadra, all’atto pratico la giocatrice non gioca una gara intera da tempo ormai e le sue presenze al Leicester si contano sulle dita di una mano. Ci sarà da lavorarci e sicuramente sarà un profilo che potrà dare il suo apporto, specialmente quando Bonfantini se ne andrà. Ma è l’ennesima nordica nonché l’ennesima giocatrice non pronta che la Fiorentina acquista. E ormai abbiamo capito che la dirigenza viola della squadra femminile si riscopre – ancora una volta – impreparata e inadatta. E allora le parole pronunciate da Joseph Commisso a inizio settimana suonano stonate e indecorose per certi versi. Confermare l’intera dirigenza all’ennesimo mercato fallimentare non è accettabile. Tuttavia è difficile, anzi quasi impossibile, trovare un dirigente nel femminile disposto a cambiare aria già a gennaio e quindi i discorsi devono per forza di cosa essere rimandati all’estate. Ma se a giugno Commisso Jr deciderà di proseguire ancora con le stesse persone allora sarà la certificazione di un mancato interesse serio di far crescere la squadra femminile. Perché il Viola Park, da solo, non basta. Intanto il figlio dell’ormai compianto Rocco se n’è tornato in America e a Firenze ha lasciato i suoi luogotenenti che resteranno fino a al termine della stagione.
Dicevamo di Bonfantini: col Napoli abbiamo assistito a quello che forse era il suo ultimo ballo con la maglia della Fiorentina indosso. L’esterno ha giocato l’intera gara, da titolare e nella sua posizione naturale. Risultato: una traversa colpita, almeno tre azioni pericolose e la miglior giocatrice della gara. Forse a riguardarsi indietro il tecnico svedese avrebbe dovuto capire le potenzialità della ragazza schierata come ala alta e non come esterno a tutta fascia o, peggio, terzino. Secondo quanto intercettato da Firenzeviola, la ragazza nella serata di lunedì, al termine della partita, ha salutato i propri tifosi facendo capire che il suo passaggio oltreoceano ormai è cosa fatta. Oltre all’ex attaccante di Inter e Juventus, la Fiorentina ha salutato anche il portiere serbo Cetinja. Sin dal suo arrivo a Firenze, abbiamo constatato l’inutilità di prendere un estremo difensore del suo calibro e con quell’ingaggio. Inoltre siamo venuti a conoscenza di una situazione extra campo che la società ha scoperto proprio grazie alla nostra testata. Questione che, di fatto, ha costretto il club a marginalizzare il portiere non facendola mai giocare e preferendogli nelle gare di Coppa la terza gregaria Bettineschi. Una storia che ormai sembra conclusa con la ragazza che farà ritorno alla Lazio per poi capire quale sarà il suo futuro. Auguri a lei. Al suo posto è tornata Viola Bartalini il cui prestito alla Ternana è stato interrotto. Questo mercato invernale purtroppo ci ha fatto capire che le ambizioni della Fiorentina sono basse e, cosa più grave, i soldi che la società spende nel settore femminile (di gran lunga maggiori rispetto ad altre società che ci sono sopra in classifica), sono mal gestiti e sprecati in operazioni senza senso. Speriamo che prima o poi si scelga di riprendere la strada giusta.
Una buona notizia però c’è: la Primavera Femminile della Fiorentina ha mietuto un’altra vittima eccellente. Dopo la Juventus capolista al Viola Park è caduta anche la Roma seconda. Un netto 3-1 della formazione guidata da Simone Gori frutto delle reti di De Gregorio, Faggioli e Milardi. La Fiorentina scavalca nuovamente l’Hellas Verona e si piazza al quartultimo posto a undici punti dalla zona rossa. Sembra sempre più evidente che la salvezza è sicura al 100%. Si approfitti di questa situazione per iniziare a programmare uno scouting serio per la prossima stagione.