Femminile: Fiorentina spavalda a Roma ma fermata dal pareggio. Women 4 Football tutto molto bello ma come Paese siamo indietro
La Fiorentina Femminile, possiamo dirlo, certificato 100%, è l’unica squadra in questa stagione a non essere stata battuta dalla Roma. Al roboante 5-2 dell’andata, le gigliate hanno risposto con l’1-1 del Tre Fontane che per la prestazione disputata sicuramente sta un po’ stretto a Severini e compagne, ma visti gli esiti delle revisioni FVS dell’ennesimo arbitro non adeguato forse alla fine il risultato alla Fiorentina va più che bene. Meno di una settimana fa l’ennesima formazione sperimentale del tecnico Pinones-Arce ha complicato di gran lunga la strada per la finale di Coppa Italia. La sconfitta per 0-2 subita al Viola Park contro una Juventus che dimostra il non eccelso periodo di forma andando a perdere contro il discreto Milan la dice lunga. A Roma il tecnico svedese finalmente lascia da parte bisturi e provette da chimico e decide di tornare a fare l’allenatore. 4-3-3, standard, Bonfantini esterna d’attacco (e non terzino) e la Fiorentina fa male alle giallorosse. Il vantaggio a fine primo tempo è pressoché meritato ma come accaduto spesso in questa stagione, nella ripresa la squadra toscana fa fatica a reggere i ritmi di gioco di un calcio offensivo come quello proposto da Pinones-Arce. Le capitoline ne approfittano e pervengono al pareggio con un colpo di testa della giovanissima Giulia Galli al primo sigillo stagionale – un classico, succede sempre anche coi maschi -. Ma ci consoliamo col fatto che anche per noi c’è una prima volta. Perché l’assist per il goal di Janogy lo ha fornito Emma Lombardi. E speriamo sia solo il primo di tanti altri. Tornando alla cronaca, sul finale di gara la Fiorentina prova a rialzare i giri ma la benzina è finita. Protesta la Roma per un presunto rigore per fallo di mano di Van Der Zanden su rilancio di Severini ma per il direttore di gara non c’è niente. Ci mette una pezza negli ultimi minuti anche Fiskerstrand che si oppone all’ultimo tentativo offensivo delle ragazze di Rossettini. La Fiorentina si prende un punto d’oro al Tre Fontane e si riporta a tre lunghezze dal piazzamento europeo. Inoltre, con la vittoria dell’Inter di ieri contro il Sassuolo, potrebbero aver riaperto la corsa al tricolore. Staremo a vedere.
A Firenze la Primavera Femminile del tecnico Simone Gori era attesa da un impegno molto delicato: il derby del Granducato contro l’Arezzo dell’ex Marco Merola. Una gara dal valore simbolico più che per la classifica con entrambe le formazioni appollaiate in posizioni tranquille in vista del finale di stagione. A vincerlo sono le ragazze viola 3-2 con le reti di Benedettini, Andreoni e Baccaro che rendono vani i goal realizzate dalle amaranto autrici comunque di una partita molto combattuta. La Fiorentina riscatta così la sconfitta del match d’andata e sale a ventidue punti in classifica. E se non si fosse perso tutte quelle gare nel girone d’andata chissà che non staremmo raccontando una stagione diversa anche per le giovani under 19 gigliate.
Intanto nella serata di ieri a Palazzo Vecchio, nella cornice meravigliosa del Salone dei Cinquecento che ha alle spalle oltre settecento anni di storia, si è tenuto l’evento Women 4 Football organizzato dall’Assocalciatori con la finalità di raccontare i progressi del calcio femminile e premiare la Top11 della passata stagione di Serie A Femminile. Un evento bellissimo, lo ammettiamo, anche se non proprio organizzato alla perfezione (gli addetti stampa dei club non avevano né una scaletta né istruzioni su cosa fare dopo con i giornalisti presenti. Ognuno si è mosso come ha potuto e ritenuto necessario e qui un ringraziamento sentito all’ufficio stampa della Fiorentina per averci permesso di sentire Severini va fatto). Inoltre l’evento è stato trasmesso in diretta televisiva su Rai Sport cosa che ha consentito agli appassionati non presenti di seguire da casa lo svolgimento della premiazione. Tanti interventi, tante belle parole, un bellissimo ricordo di Rocco Commisso con la delegazione della Fiorentina presente sul palco a ricordare il patron deceduto pochi mesi fa, la felpa ufficiale dall’evento disegnata dalla calciatrice e stilista Agnese Bonfantini, insomma non ci siamo fatti mancare niente. Tuttavia si percepisce un’abissale differenza tra quelli che sono i racconti delle alte cariche dirigenziali e quello che poi vediamo sul campo. Tralasciando il fallimentare esperimento dell’FVS – che riguarda la Federazione e l’Associazione Italiana Arbitri – ma è difficile sentire parole come crescita, sviluppo, sostenibilità e poi vedere i bilanci dei club italiani paragonati a quelli europei (non necessariamente inglesi). Si fa fatica sentir parlare il Ministro dello Sport Abodi o il Presidente Federale della FIGC Gravina di infrastrutture da rendere disponibili a tutte e poi vedere campi da gioco che con due gocce di pioggia diventano le spiagge della Normandia il 6 giugno del 1944. Naturalmente non stiamo dicendo che il calcio femminile italiano è in una situazione apocalittica. Lo ha detto Emma Severini: abbiamo fatto degli importanti passi in avanti – e se lo dice lei che quando c’è una cosa che non piace si fa sentire eccome, possiamo fidarci – ma serve di più. La narrazione dell’”abbiamo fatto” deve diventare la narrazione del “faremo” ma ancora non ci arriviamo a quelle parole. In tal senso forse le parole migliori sono arrivare dalla categoria più detestata di tutte: quella dei giornalisti. Perché Alessandro Antinelli, Marco Lollobrigida, Tiziana Alla e Donatella Scarnati sono riusciti a far emozionare la platea più degli amministratori che hanno parlato prima di loro. E a loro volta si sono emozionati. C’è un fatto curioso che ci lascia perplessi però: perché non è stata fatta intervenire la Presidente della Serie A Women Federica Cappelletti? A fine serata l’abbiamo raggiunta e chiesto il motivo del perché ma per rispetto dei ruoli quello che ci siamo detti rimarrà in forma privata (e non è niente di che, state tranquilli). Insomma crescono i numeri del pubblico in TV, specie per le partite della Nazionale, crescono i numeri delle tesserate bambine ma mancano ancora infrastrutture adeguate, diritti televisivi all’altezza e, cosa più importante, il rispetto nei confronti delle ragazze. Cosa intendo dire? Fatevi un giro sui social di una calciatrice qualunque e leggete un po’ di commenti e capirete. La strada è molto lunga.