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FUOCO DI PAGLIA BIRAGHI? I NUMERI DELL'INVOLUZIONE

di Niccolò Santi

La stagione attuale della Fiorentina pare proprio non voler offrire spunti lieti su cui soffermarsi. Si fa avanti imperterrito un crescendo di notizie avverse: l'ultima, in ordine di tempo, riguarda l'esito positivo del tampone effettuato su Cesare Prandelli, già in isolamento. Tra gli aspetti spiacevoli del campionato corrente c'è però anche l'involuzione più o meno costante della squadra in genere, e in particolare di qualche elemento che almeno ai nastri di partenza sembrava poter regalare alla piazza un'annata soddisfacente

È il caso di Cristiano Biraghi, il cui ritorno in maglia viola avvenuto durante l'ultima sessione di mercato non era stato accompagnato da ingenti manifestazioni d'entusiasmo da parte dei tifosi, tuttavia la sua partenza aveva poi fatto ricredere chiunque nutrisse dubbi sulla propria riabilitazione a Firenze. L'annata in prestito all'Inter con un allenatore duro come Antonio Conte si pensava avesse giovato al terzino sinistro, finché pure lui non ha finito per lasciarsi coinvolgere nel clima di negatività che ha letteralmente rapito la testa dei giocatori.

Ci vengono incontro i numeri, visto che da inizio stagione la media dei passaggi portati a termine dal ventottenne è scesa di più del 10% (dal 79 al 68), così come quella dei lanci lunghi che alla prima di campionato col Torino ammontava al 100% mentre a Milano non ha superato il 22%. Lo stesso discorso vale per la media dei cross riusciti, passata dal 45% al 25%, oppure quella dei dribbling, dal 100% al 60%. In aumento anche i palloni persi. Un percorso in salita, insomma, che necessita di un cambio di rotta imminente.