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IACHINI, UNA SVOLTA DA "BABBO"

di Luciana Magistrato

Mercato viola in stand-by in attesa di sbloccare le trattative nell'ultima settimana. Ma la sensazione che l'acquisto migliore per la Fiorentina sia proprio l'allenatore che sta facendo cadere i pregiudizi che uno abituato a lottare per la salvezza o al massimo a metà classifica si porta dietro (in fondo è stato scelto tra un novero di nomi "da salvezza"). Tutti i giocatori, Lirola compreso oggi pomeriggio, si dicono convinti di correre di più e questo dà loro una sicurezza e una spinta maggiori in campo. In realtà, se il lavoro fosse davvero così pesante rispetto al passato (la durata delle sedute è maggiore di sicuro, anche se Montella faceva fare molta palestra), le gambe sarebbero al contrario imballate in queste prime gare perciò il capolavoro di Iachini, al di là dell'aspetto atletico è sì tattico (anche Sousa beneficiò del lavoro di Montella apportando degli aggiustamenti, così come Iachini ora) ma è soprattutto la perfetta gestione del gruppo.

"Disponibilità" è infatti la parola chiave del tecnico marchigiano: la squadra ha dato la sua ma anche il tecnico si è messo a disposizione dei giocatori, cercando di capire e superando quelli che per Montella erano diventati ormai pregiudizi verso molti. Iachini è ripartito daccapo ed ha avuto terreno fertile perché l'ex tecnico fin dalla scorsa stagione si è posto verso il gruppo con un atteggiamento opposto a quello "familiare" di Pioli (cui era subentrato in maniera brusca, per colpa della società), che era per tutti una specie di padre. Giocatori della vecchia ossatura e Montella si portavano dietro uno scetticismo reciproco insomma (vista l'assenza di vittorie e non a caso Benassi e Ceccherini erano con le valigie in mano, Chiesa sembrava un fantasma) che si è poi esteso anche a molti dei nuovi arrivati (sul mercato non era stato d'accordo su molte scelte di Pradè).

Fatale a Montella anche la reazione di Ribery quando, durante la partita con la Lazio, non è stato coinvolto nella scelta del cambio, che ha ridimensionato la sua autorità. Infine il caso Chiesa creato dalle sue parole, la mazzata finale insieme all'assenza di risultati che gli hanno tolto definitivamente credibilità agli occhi della squadra, che aveva così perso la voglia di stare insieme e sacrificarsi l'un l'altro. Nella sua esperienza da calciatore d'altronde ha vinto uno scudetto alla Roma con un tecnico con cui non andava d'accordo, così come non tutti i giocatori si amavano tra loro, ma di Capello ce n'è uno e anche quella rosa era ben diversa. Iachini invece è stato bravo a capire che a questi giocatori viola, molti giovani e con poca esperienza ad alti livelli (un paio a parte), serve una guida, uno psicologo, una figura più paterna che faccia gruppo, che pretende disponibilità ma che la dà a sua volta e forse Montella ha pagato questo errore di volersi porsi al gruppo unicamente come un tecnico con le sue idee e basta.