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JOLLY FR7

di Andrea Giannattasio

Per Franck Ribery la vita a pieno regime da calciatore è cominciata già dalla settimana scorsa. È infatti da fine maggio che il francese ha ripreso gradualmente a lavorare assieme ai compagni di squadra, dopo aver ultimato la quarantena e, soprattutto, essersi messo alle spalle il percorso di riabilitazione dopo il grave infortunio di fine novembre che gli è costato gran parte della sua prima stagione in viola. I risultati ottenuti in queste settimane son stati più che soddisfacenti, merito di una dedizione al lavoro che l’ex Bayern ha dimostrato di avere anche lontano migliaia di chilometri da Firenze (nella sua villa di Monaco, oltre ad allenarsi via Skype con i preparatori della Fiorentina è stato seguito passo passo da un fisioterapista di fiducia) e di una voglia di riprendersi tutto quello che in questi mesi è finito nel congelatore pari a quella di un debuttante nel calcio professionistico. Lo ha subito intuito anche Beppe Iachini, che dopo una manciata di allenamenti al centro sportivo ha iniziato a costruire attorno a Ribery il suo progetto tattico per le ultime dodici partite di campionato, alcune delle quali vedranno il numero 7 protagonista (le prime e quelle di cartello nel finale di stagione).

Le soluzioni che il tecnico in questi giorni ha studiato sul campo sono principalmente due: il classico 3-5-2 che fino allo stop della Serie A ha portato in dote sotto la gestione dell’allenatore tredici punti in nove partite (e a quel punto il francese come ad inizio anno verrebbe impiegato come prima punta al fianco di uno tra Vlahovic e Cutrone ma anche di Chiesa, qualora il classe ’97 non dovesse essere dirottato sull’esterno) oppure il 4-3-3, l’assetto con cui i viola avevano iniziato il 2019/20 con Montella in panchina e che, con il ritorno di Ribery, potrebbe essere rispolverato a fronte di un attacco tirato a lucido con Chiesa da una parte, il francese dall’altra e una prima punta. Un modulo, dunque, decisamente più offensivo per provare pronti-via a mettere in cascina punti pesanti in ottica salvezza: non è un mistero d’altronde che l’obiettivo di Iachini dal 22 di giugno in poi sia quello di riprendere confidenza con il campionato attraverso una partenza sprint, simile a quella che la Fiorentina ha avuto tra gennaio e febbraio e che è tipica delle precedenti esperienze di Iachini (su tutte quelle in tempi recenti ad Empoli e Sassuolo: 10 punti nelle prime quattro partite con gli azzurri, altrettanti in cinque match con i neroverdi). E per far questo la chiave è una soltanto: Franck Ribery.