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L'APPELLO DEL CONDOTTIERO

di Luciana Magistrato


"Ce la facciamo a stare tutti uniti fino alla finale?": l'appello sincero e sentito è di Vincenzo Italiano, uscendo dalla sala stampa. Il tecnico viola sa che la compattezza dell'ambiente ora è fondamentale, poco conta che i destinatari del suo appello siano i suoi stessi giocatori, il pubblico -incitato a fine gara- la società o i giornalisti e opinionisti che tutti i giorni devono commentare la Fiorentina, sviscerando a 360 gradi il mondo viola. Dopo due stagioni a Firenze Italiano sa che le critiche e le polemiche sono sempre in canna nonostante l'ottima stagione e che ora c'è bisogno di tutti per la spinta finale, tanto che ieri si respirava la sua voglia e l'intenzione di avere tutti al fianco non tanto suo quanto della squadra. Basta rivedere le immagini al 90' quando dal centro campo e sotto la curva Fiesole al momento dei saluti, dopo l'ultima gara casalinga, incita il pubblico a rendere il giusto tributo alla squadra, stile deejay o speaker durante un evento, o risentire le sue parole durante le conferenze o quelle, appunto, a margine.

Ieri il tecnico è stato premiato dal club per le 100 presenze in viola e dalla Lega come allenatore del mese. Ci sono volute due finali perché il tecnico ottenesse un riconoscimento che ora si gode insieme alla sua famiglia, sempre presente a sostenerlo allo stadio. Come se non bastassero le tante partite dovute giocare a ritmo serrato dal 14 agosto; il 7 giugno la Fiorentina sarà la squadra che in serie A ne ha giocate più di tutti. Gli elogi per lui a dire il vero non sono mai mancati, soprattutto quelli dei presidenti che, volendo cambiare guida tecnica, fanno gli occhi dolci e lo tentano.

Ancora due partite, con l'ultima a Praga importantissima, e poi Vincenzo Italiano potrà raccogliere le idee e pensare al futuro, con la Fiorentina che saprà se giocherà in Europa o meno e con una Supercoppa a gennaio già conquistata. Il contratto viola non è certo in scadenza ma dopo una stagione così impegnativa e lunga c'è bisogno di lucidità e idee chiare sul mercato per ripartire più forti, insieme o meno, a fronte di offerte e abboccamenti da Milano, Napoli, Roma e all'estero dove il suo gioco è certo apprezzato. Ma intanto fino alla finale di Praga, lo chiede lui stesso, "restiamo uniti".