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L'ORA DELLE SCELTE

di Iacopo Barlotti

Le due settimane di fuoco sono arrivate. Quelle in cui - nell'estate post mondiale e in un calciomercato con pochi soldi a giro - può succedere di tutto. Non che finora la Fiorentina sia stata a guardare: ha preso due giocatori nel giro delle due Nazionali più forti del mondo (il tedesco Marin e l'argentino Basanta), ha scovato calciatori interessanti (Brillante), ha ritrovato il bomber (Gomez) e ha scoperto il talento di due ragazzi provenienti dal vivaio (Bernardeschi e Babacar). Tutto questo dopo aver sborsato 15 milioni per riscattare l'intero cartellino di Cuadrado dall'Udinese. E aver vissuto un'estate da regina del calcio italiano, se guardiamo ai risultati delle amichevoli.

Ma adesso arriva il momento della verità. L'ennesimo infortunio di Giuseppe Rossi costringe la Fiorentina - proprietà, dirigenti, staff tecnico - a scelte strategiche ben precise. Rifiutare tutte le offerte per Cuadrado? Puntare sul colombiano come seconda punta e lasciare la squadra così? Intervenire sul mercato per prendere un altro attaccante? Oppure cedere JC11, incassare una quarantina di milioni risollevando il bilancio societario, e mettere a segno gli ultimi colpi (Fernando e Bonaventura in primis)?

Il calciomercato chiuderà i battenti il 1° settembre alle 23, ma questi ultimi 13 giorni (e mezzo) hanno ancora molto da dire. Perché al di là di un Cuadrado che ogni giorno che passa sembra sempre più vicino a Firenze, ci sono le leggi (non scritte) del calciomercato - spiegano gli addetti ai lavori, come Pasqualin (LEGGI QUI) e Amerini (LEGGI QUI) - che sono spesso inflessibili. Per questo la cessione del colombiano viene nonostante tutto considerata ancora molto probabile. A meno che non sia la proprietà a decidere di fare uno sforzo importante e blindare Cuadrado. Intanto la Fiorentina aspetta, valuta, decide.