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L'OTTIMISMO DEL PALLONE

di Giacomo A. Galassi

"L'ottimismo è il profumo della vita", recitava un fortunato spot televisivo del primo decennio del duemila. Se le cose stanno davvero così, allora il calcio sta diventando sempre più il profumo della vita. Già, perché mentre il bollettino di guerra del Coronavirus procede inesorabile, martellando chi sta in prima linea negli ospedali e chi è costretto a non poter neanche piangere a dovere i propri cari, il calcio cerca di guardare ed andare avanti, nella speranza che questo possa far tornare la normalità al più presto.

Difficile dire se faccia bene o meno, di sicuro le persone e l'Italia hanno bisogno di farlo per non pensare, almeno per un attimo, a quanto sta accadendo sulla Penisola. Così, anche se come sempre un po' distante dalla realtà degli eventi, il calcio ragiona di date, di legge sugli stadi, di diritti televisivi e di possibile ritorno ad allenarsi tra poco più di 10 giorni (con buona pace di Lotito, che noncurante di ciò che accade vorrebbe tornare a farlo subito).

Va registrato come, almeno per quanto riguarda la questione allenamenti, il calcio italiano si sia trovato d'accordo con una discreta facilità sul fissare il 4 aprile come data per tornare ad allenarsi. Un primo segno di unità dopo settimane di grosse discordanza. 

La speranza comunque è che questo ottimismo del calcio possa coincidere con la realtà. Che la curva del contagio possa pian piano far calare l'emergenza. E che il mondo del pallone possa trarre da tutto questo un miglioramento, quanto meno come unione d'intenti.