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LA SOLITUDINE DEI NUMERI PRIMI

di Pietro Lazzerini

La storia di Mario Suarez alla Fiorentina è ai limiti dell'assurdo. Il centrocampista spagnolo è arrivato a Firenze considerato da tutti come il campione in grado di far fare il salto di qualità alle riserve Vecino e Badelj, è poi diventato egli stesso la riserva dei due giocatori trasformati nel motore della mediana di Paulo Sousa

Il rapporto con il tecnico portoghese non sembra mai decollato e il culmine di questa freddezza tra i due si è raggiunto dopo la partita contro l'Empoli quando lo stesso Sousa ha dichiarato: "Non rifarei le stesse scelte" proprio in riferimento all'impiego dell'ex Atletico Madrid. Il problema di Suarez non è solo una questione di rendimento, ma anche di atteggiamento. Al di là della qualità, mai espressa fino a ora se non contro il Frosinone, è proprio il modo di scendere in campo che non piace all'allenatore. Il centrocampista è spesso fuori dal gioco ma anche fuori dalla battaglia vera e propria. 

Per questo si è trovato sempre più da solo. La solitudine di chi è arrivato per fare il numero uno, veste la maglia numero cinque ma di numeri in campo ne ha fatti vedere pochissimi. A gennaio il destino non è ancora segnato, semplicemente perché prima di cedere bisogna trovare un'alternativa e la Fiorentina adesso sta cercando altro. Ma nel caso in cui la strada per Walace si riaprisse o magari Sousa si facesse convincere da quel Victor Camarasa di cui vi abbiamo reso conto ieri (LEGGI QUI), allora le cose potrebbero cambiare. L'addio anticipato non è un'utopia. In Spagna ci pensano. Ci pensano in Inghilterra. E da un po' di tempo a questa parte ci pensa anche la stessa Fiorentina.