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LEADER MAXIMO

di Tommaso Loreto

Più che un leader, il degno rappresentante di un'intera città. Firenze si è invaghita di Borja Valero Iglesias praticamente subito. Forse perchè paradossalmente era meno conosciuto di Pizarro e Aquilani arrivati due estati fa a gettare le fondamenta di un centrocampo inimitabile. O forse perchè il suo personaggio si è immediatamente inserito nel tessuto cittadino. Fatto sta che oggi, tra il serio e il faceto, Borja Valero potrebbe persino buttarsi in politica facendo affidamento su un consenso certamente allargato.

Da quell'estate in Trentino nella quale Pradè e Macia ricostruirono interamente la Fiorentina sono passate 64 presenze condite da 7 gol, molti più assist, e un'infinità di giocate che hanno riempito gli occhi dei tifosi viola. Giornata dopo giornata Borja Valero è diventato uno dei centrocampisti più apprezzati in Italia, e in Europa, anche se tutti si sono guardati bene da tutelare il talento spagnolo dalle distorsioni arbitrali e dalle decisioni del palazzo quando è sceso in campo il “censore” Gervasoni.

E' indubbio che quella vicenda abbia lasciato l'amaro in bocca a Borja, ma oggi quel fattaccio accaduto a Parma sembra soltanto un brutto ricordo. E di fronte al mediano originario di Madrid c'è un appuntamento con storia viola a Roma il 3 maggio, un ruolo da consolidare nelle vesti di rifinitore e/o trequartista, e anche un rinnovo che tutti auspicano. Lui, poco fa, ha ribadito che tutto sarà fatto in poco meno di 5 minuti, Firenze nel frattempo si augura che quella firma arrivi il prima possibile.