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MANDRAGORA PER TORREIRA: I MOTIVI (ED I DUBBI) SULLA SCELTA

di Alessandro Di Nardo

Ormai manca solo l'ufficialità, attesa ad inizio della prossima settimana, ma a scanso di clamorosi colpi di scena Rolando Mandragora sarà il primo acquisto estivo della Fiorentina. Il centrocampista di proprietà della Juventus ed in prestito nell’ultimo anno e mezzo al Torino arriverà per riempire in mezzo al campo la casella lasciata vuota da Lucas Torreira; proprio questo avvicendamento in cabina di regia non è stato salutato con molto entusiasmo dai tifosi viola. La decisione di puntare poi su un giocatore non apparentemente di prima fascia ha fatto storcere il naso ai più, ma analizzando le caratteristiche ed il percorso fatto da Mandragora, possiamo prendere in considerazione i motivi di questa scelta di mercato ed anche i dubbi che l’acquisto del centrocampista campano si porta dietro.

I MOTIVI DELLA SCELTA- Parlando di ragioni prettamente tecniche e tattiche, Mandragora porta al centrocampo della Fiorentina qualità importanti che a tratti sono sembrate mancare ai viola nell’ultima stagione: con il classe ’97 (184 centimetri per 77 chili) la mediana di Vincenzo Italiano acquista centimetri e muscoli e soprattutto aumenta la copertura alla difesa; Mandragora infatti ha ottime qualità di interdizione e capacità di letture difensive, tanto da essere stato provato anche da difensore da Massimiliano Allegri nei primi anni di Juventus. In più l’ormai ex Toro regala ai viola una soluzione nuova per concludere le azioni, ovvero la conclusione da fuori, un fondamentale che, guardando gli altri centrocampisti a disposizione non è sicuramente una specialità dei viola. Per via della potenza ma anche della precisione del suo mancino, Mandragora è un centrocampista di qualità e non solo di quantità, più propenso al lancio lungo ma abile anche nel fraseggio (ha concluso l’annata con l’85% di precisione nei passaggi).

I DUBBI- Gli interrogativi che si porta dietro questa operazione vanno al di là del superficiale scetticismo legato al minor blasone del nome dell’acquisto; il primo è legato al salto abissale di sistema e filosofia che Rolly dovrà fare tra il calcio verticale ed aggressivo di Juric e quello orizzontale e di possesso di Italiano (Fiorentina e Toro sono agli antipodi per i dati sul possesso palla). Il modo di interpretare il ruolo di centrocampista davanti alla difesa sarà diverso sia per lo schieramento (Mandragora al Toro ha giocato spesso a due accanto ad un altro mediano fisico come Pobega) sia per la differenza nello spartito generale. L’altro grosso punto di domanda riguarda la tenuta fisica di un calciatore la cui cartella clinica è caratterizzata da numerosi e pesanti infortuni, a iniziare da quello nel 2015 che ne limitò l’esplosione per finire coi problemi al ginocchio che l’hanno condizionato nell’ultima stagione. L’ultima problematica è rappresentata dalla scarsa produzione offensiva: pur avendo ottima visione e grandi capacità balistiche, Mandragora ha sempre segnato col contagocce (8 gol in 177 partite tra A e B), un problema non da poco visto che dovrà sostituire un giocatore come Torreira che Italiano aveva scoperto come decisivo anche in area di rigore. 

La Fiorentina ha quindi acquistato un calciatore dalle indubbie qualità, colonna per anni du na delle Under 21 più talentuose della storia recente e perno imprescindibile prima all'Udinese e poi al Torino; le perplessità sul colpo Mandragora non sembrano riguardare il valore assoluto del centrocampista, quanto più la capacità di adattarsi ad un sistema peculiare come quello della Fiorentina di Italiano e sulla sua tenuta fisica in una fitta di impegni.