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NAPOLI ABBATTUTO MA ANCHE ARBITRO E FAZIOSI. UNA MANITA VENDICATIVA

di Sonia Anichini

La vendetta è compiuta, il vergognoso 6-0 subito a Napoli è stato cancellato da un 2-5 che ci riempie di orgoglio e ci concede il passaggio ai quarti di Coppa Italia dove incroceremo l’Atalanta del sempre simpatico Gasperini. È stata una serata complicata, siamo passati dalla depressione alla gioia, dalla rabbia ai salti sui nostri divani per quella che sembrava in partenza una partita senza storia ed invece ne ha avuta una e anche bella intensa. Abbiamo avuto le stesse emozioni che provocano le montagne russe, alti e bassi da infarto, ma l’importante è il risultato finale e vi confesso che ho capito che avremmo passato il turno dopo il gol di Venuti. Grazie, direte voi, siamo andati sul 2-3 ma io ci ho visto un segno del destino poiché Lollino nostro è fiorentino nell’anima e lo considero il cuore di questa squadra, non è un top player ma ci sente da morire e ho pensato che il suo sigillo fosse sì sul risultato ma soprattutto sulla partita.

Lo so che sono una inguaribile romantica ma se mi aveste visto come ho reagito ed inveito contro l’arbitro che ha fermato l’azione di Ikonè per espellere Fabian Ruiz, mentre il viola si involava verso la porta, avreste pensato che fossi posseduta dal demonio viola! Questo è stato un episodio che  non trova giustificazione e che ha concesso ai napoletani di raggiungere il pareggio: roba da inchiesta. Ma i problemi sono cominciati molto prima ed hanno visto come protagonista il rientrante Dragowski che in questo campionato, con pochissime presenze, ha già rimediato due espulsioni. Col Napoli poi non gli piace proprio giocarci: nella gara di ottobre al Franchi si è infortunato e ieri ha fatto di tutto per far segnare i partenopei commettendo errori gravi e determinanti che lo hanno portato poi a lasciare il campo…e credo per un bel po’, non vorrei parere cattiva ma Terracciano in questo momento dà più sicurezza.

Sono stati tutti bravi, si vedeva che non era la Viola inguardabile di Torino e siamo andati in vantaggio col solito Vlahovic ma giusto il tempo di applaudire e Mertens pareggia su assist di…Drago! Dopo che siamo rimasti in dieci per il rosso al portiere, dopo che stava per scendere su di me la depressione degli sfigati, arriva il gol di Biraghi e si torna a festeggiare. Da lì alla fine del tempo regolamentare il Napoli rimane in nove per l’espulsione di Lozano e Ruiz e noi rimaniamo come dei “bischeri” incavolati neri con l’arbitro e col mondo perché al 96’ si va sul 2-2 e ai tempi supplementari.

I supplementari hanno portato un supplemento di ansia che poi è però diventata apoteosi con una “manita” deliziosa che, dopo Venuti, ha visto andare in gol, al primo gol in viola, Piatek ed infine il giovane di belle speranze Maleh. Se non avesse fischiato la fine avrebbero segnato tutti e giuro che non provo nessun senso di sportività verso il Napoli: ho ancora una finale con Genny la Carogna sullo stomaco, dimenticare è impossibile.

Dopo il magone che ci ha portato la sconfitta col Toro ci meritavamo una serata come questa, soprattutto ci meritiamo di vivere gare stimolanti per ambire a traguardi importanti come la Coppa Italia anche alla faccia di chi ci gufa e ci vuole male. Non è mio uso lamentarmi dei telecronisti, ma quelli che hanno commentato la partita dal Maradona mi sono parsi un pochino faziosi…solo un pochino. Ed anche per questo la goduria è tanta!

La Signora in viola